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The Godfather
mercoledì, 30 maggio 2007, 19:59 - Libri
Ci ho messo tanto ma ne è valsa la pena. Sono un gran fan della saga del Padrino (e come si fa non esserlo?) ma non avevo mai letto il libro da cui sono tratti i film (per la verità solo i primi due). Lo scrittore statunitense Mario Puzo scrisse The Godfather nel 1969 ed abbe un enorme successo. E ora ne comprendo il motivo.

Innanzitutto diciamo che ci ho messo una vita a leggerlo perché oltre ad essere corposo ho voluto cimentarmi nella lettura in lingua originale e quindi in inglese. Che è una cosa impegnativa. Se vi mettete a letto comodi comodi per rilassarvi e leggere non potete prendere un romanzone in inglese a meno che non conosciate la lingua davvero bene.

Perché torturarsi così? Masochismo, ovviamente. Però ora posso dire che è bello leggerlo in originale, perché ti fa calare davvero nel personaggio italoamericano. Che parla inglese ma che usa parole italiane per dare un carattere al proprio discorso. E questo con una traduzione non lo cogli. Come non lo cogli nel film che mi sono rivisto subito dopo e che mi sono visto anch'esso in lingua originale con sottotitolo in inglese, altrimenti chi ci riusciva a seguire Marlon Brando che sbiascica parole incomprensibili?

E' davvero un grande capolavoro.
I'll make him an offer he can't refuse.

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I feel free
martedì, 22 maggio 2007, 13:52 - Storie di vita
Elena protesta perché non aggiorno il blog. Che vuoi che ti dica tesoro, mi sento finalmente rinato e non ho tempo da perdere con voi fancazzisti della rete.

Cercavo stimoli. Ero affaticato. Sto ingranando. Ho trovato la marcia giusta. Anzi no, ho ritrovato dov'è che era la leva del cambio (fino a qualche settimana giravo con un auto con il cambio automatico, capirete la difficoltà a usare la leva del cambio!). Sto facendo mille cose, non ho tempo per stare dietro a tutto. Esco, mi diverto, studio, vado a correre, un sacco di concerti, film, pochi libri (il concetto di lettura prevede che ci si fermi e ora come ora è difficile), sto macinando chilometri come non mai (con relativo assottigliamento del portamonete). Sono andato due volte a teatro. La prima a vedere un musical su Beatrice Cenci scritto diretto e interpretato da un mio amico. La seconda a vedere MausSong uno spettacolo tratto dal fumetto Maus dove recitava una mia amica. Sono andato a vedere un film Rumeno in lingua originale con sottotitoli in italiano. Sono andato a vedere una due giorni di concerto dove suonavano Tarwater, of Montreal, Lo Fi Funk, Telefon Tel Aviv e Piano Magic. Stasera vado a vedere i Violent Femmes. Sto avendo idee per dare un senso al mio dottorato. Un po' meno idee per dare un senso alla vita, ma questo mi sembra un progetto un po' troppo ambizioso.

E' una strana sensazione. Sento pulsare il sangue, sento il cuore battere, sento macinare i pensieri (fosse l'effetto della mancanza di ossigeno quando vado a correre?). Mi sento vivo. Mi sento libero. Sento un lieve sorriso affacciarsi costantemente sulle mie labbra (si è decisamente anossiemia).

Voglio correre, saltare, gridare, andare in giro, parlare con gli sconosciuti. E' uno stato costante di inebriamento dovuto ad una pesante sbronza di vita. E' la vita.

Nota: ho preso in prestito il titolo del post dal nuovo singolo degli Xcoast che si chiama per l'appunto I feel free e che potete ascoltare gratuitamente su MySpace. E' una band romana e merita l'ascolto. Dopo aver sentito il singolo in radio ho scoperto (perché me l'ha detto lui, che manco l'avevo riconosciuto) che a cantare è Riccardo Bertini dei Mammooth.

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Giastar
lunedì, 21 maggio 2007, 00:16 - Gironzolando per la rete
Sapevo di avere amici non propriamente normali. Ma non pensavo che arrivassero alla follia.

Fu così che Gianluca perdendo una scommessa da vero sborone (complice forse un goccio di birra di troppo) decise di farsi da Imola a Venezia a piedi. In un mese. Con soli 250 euro in tasca.
:|

Eh si. Non sto mica scherzando. Ha aperto anche un blog che testimonierà le sue imprese.

A questo punto direi di supportarlo e di diffondere la notizia. Almeno qualcuno che lo raccoglie per strada e lo ospita si trova.

Che dire. In bocca al lupo Gianluca!!!

Seguitelo numerosi!
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Manutenzione
domenica, 13 maggio 2007, 18:53 - tsubasa.it
La vostra auto ogni tanto la portate a fare le pasticche, i dischi, il cambio olio. Anche il blog necessita del meccanico.

Tempo fa l'amico DisGuido aveva segnalato problemi per gli utenti dell'orrido Internet Explorer (ma che lo usate ancora a fare???). Ora dovrebbero essere sistemati (se così non fosse dovete fare queste due cose: 1) segnalatemelo, 2) passate a FireFox).

Inoltre ho aggiunto due nuove pagine nel Menu qui a fianco.

Innanzitutto già da un po' di giorni era presente la pagina Video che raccoglie i video che ho messo online. Se non ve ne eravate accorti è perché siete distratti.

Oggi ho aggiunto una pagina che da un po' di giorni avevo creato su Flickr. Un po' di tempo fa ho comperato una nuova macchinetta fotografica. E ora ho rispolverato un antico hobby. Quindi con orgoglio (e con molto timore, infatti ci ho pensato a lungo, prima di farlo) vi mostro le mie Foto.
Una volta dovevi finire il rullino (di cui custodivi ogni singolo scatto), stampare, e infine far vedere agli amici. Ora con il digitale, scatti all'infinito, selezioni dalla montagna di monnezza gli scatti che sembrano migliori e poi li metti sul web. Economico e immediato. Ah comunque non sono un gran fotografo, quindi non aspettatevi nulla di artistico.
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La Repubblica Popolare Cinese contro tsubasa.it
domenica, 6 maggio 2007, 15:45 - Gironzolando per la rete


Quando decidi di diventare un blogger sai che stai esprimendo il tuo pensiero e che quel pensiero non è sempre condivisibile da tutti quanti (avviso di sistema: so che che quelli che mi conoscono stanno pensando "noooooo, il tuo pensiero è seeeempre condivisibile", fate poco gli spiritosi, lo sapete, io ho sempre ragione). Molti blogger sparsi per il mondo ricevono minacce, alcuni sono diventati anche dei casi perché le minacce si sono trasformate in realtà. Ci sono blogger che per le loro idee creano vaste comunità di pensiero. Ci sono blogger che raccontano quello che succede in parti del mondo particolarmente bollenti, come l'Iraq o l'Iran. Altri blogger raccontano quello che governi dittatoriali cercano di nascondere, come la Cina.

E giusto a proposito...

Sai che diventando un blogger corri qualche rischio, ma mai e dico mai, mi sarei davvero aspettato che qualcuno potesse offendersi seriamente per le cose che dico. Certo magari qualcuno può non gradire, ma magari davanti ad una birra si risolve tutto. Ecco, io ora sinceramente di offrire una birra a 1 miliardo circa di cinesi non me la sento. Non perché non voglia, eh, è solo un problema economico (il solito tirchiaccio). Cioé che faccio, pagare l'aereo a tutti quanti per portarli alla birreria a Grottaferrata? Prenotare i biglietti, la sala, i fusti di birra, non è facile! L'alternativa è andare io. Si vero, risolvo un sacco di problemi, ma non credo che in ogni villaggio cinese ci sia un pub. Allora dovrei andare in giro con enormi camion pieni di birra, che come immagine sinceramente non mi dispiace nemmeno (fanculo a quelli di Overload con i regali per i bambini, BIRRA!). Ma a 800 euro al mese mi sa che non ce la faccio. E il mutuo non me lo accollo.

Quindi direi che per una volta mi arrendo e comunico ufficialmente al governo cinese che il sottoscritto titolare del blog www.tsubasa.it si solleva da ogni responsabilità per le offese (per altro non dimostrate, né supportate da prove, per le quali posso sempre fare in tempo a smentire e dire che i giornalisti comunisti, e qui in quanto cinesi non possono negare, hanno frainteso e tolto dal contesto originale) arrecate al popolo cinese.

Si vabbé, ma de c***o stai a parlà???

Ah si scusate, ho scoperto che i server cinesi filtrano il mio blog e non è possibile visitarlo da laggiù. Il sito Great FIrewall of China permette di controllare se il vostro sito è bloccato o no (l'immagine è ovviamente tratta da lì).
E poiché solitamente non parlo di politica, men che meno di quella internazionale, non so quale sia il motivo che possa aver fatto incazzare 'sti benedetti cinesi (a me la cucina e il cinema cinese piacciono un sacco, vi prego riprendetemi tra di voi!)

Saluti cinesi al mondo.
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I Perturbazione al Circolo, il Classivo Village e un sabato lungo una notte
mercoledì, 2 maggio 2007, 23:54 - Musica, Storie di vita
Ci voleva il buon Davide per scuotermi dal torpore. Ci siamo fatti un paio di serate insieme e il buonumore è tornato. Certe cose arrivano da chi non te l'aspetti.

Sabato ero pronto ad andare da solo al concerto dei Perturbazione al Circolo degli Artisti, quando Davide ha chiamato e m'ha chiesto se ero sempre intenzionato ad andarci. Figuriamoci se me lo perdevo. Qualcuno teme che la mia febbre da tifo torni a galla (scrivo sotto l'euforia di aver appena visto l'ingresso alla finale di Champions League ad Atene e ricordo quando nel 1994 ci andai a vedere una finale vinta quattro goal a zero), quando la febbre da concerto è molto peggio (oggi ho scoperto che il concerto di Robert Post al Piper è stato annullato e ho cacciato un urlo che quasi veniva giù il soffitto!).

Ormai sono al quarto o al quinto concerto dei Perturbazione (si lo so, un vero fan se li ricorderebbe benissimo con dovizia di particolari, ma io studio da Alzheimer) e so bene cosa aspettarmi e so che non deludono. Poi stavolta è speciale, presentano il nuovo album che ho avuto il culo di ascoltare in anteprima su MySpace (non è che io sono più figo degli altri e me l'hanno mandato, è stato lì una settimanella prima dell'uscita ufficiale) e so già che le nuove canzoni sono davvero belle.

Il Circolo all'inizio sembra poco affollato. C'è il ponte del primo maggio di mezzo, molta gente sarà fuori Roma. Hanno ristrutturato tutto il giardino fuori e ora c'è molto più spazio. Hanno messo un nuovo punto bar e anche un punto paninitramezzinicornetti. E la birra a 5 euro (il povero Davide era abituato alla Germania dove una pinta di birra costa 1.50 euro e non è annacquata come quella che si trova in molti posti in Italia).

Mentre eravamo fuori sentivamo musica dentro. Abbiamo pensato ci fosse il gruppo spalla. Siamo entrati e un tizio con una maglietta gialla usciva dal palco. Boh ci saremo sbagliati, eppure sentivamo musica. Poi in rete ho scoperto che trattavasi di Babalot. Non l'ho mai sentito e poteva essere interessante. Peccato che sul programma non ci fosse scritto. Ad essere avvertiti uno presta attenzione. Poi se non mi piaci lo dico. Ignorare mi sta un po' sulle palle.

E infatti...

L'altro gruppo spalla, quello ufficialmente segnalato, erano i Carpacho, ma 5 minuti di ascolto mi sono bastati per aver voglia di ingannare l'attesa fuori in giardino (in verità mi serviva solo una conferma, li avevo già visti e non mi erano piaciuti). Ed è lì che ho spesi i primi 5 euro per la birra (dopo gli 8 di entrata).

Finalmente hanno suonato i Perturbazione e il concerto è stato emozionante come sempre. Da quanto li vidi anni fa in un concertino per pochi eletti a Viterbo sono cresciuti parecchio e ormai sono vere star, anche se sul palco continuano a preservare la simpatia e il divertimento di sempre. Li vedi che sono contenti e si stanno divertendo, giocano, si fanno scherzi. Odio la gente che si prende troppo sul serio.

Sul palco sale anche Syria che ha i soli pregi di essere una gran bella ragazza (che alla fine è pur sempre qualcosa) ed avere un gran sorriso, ma a mio modesto parere è un po' pochino per una cantante.

Finisce il concerto e mi prendo il nuovo album (15 euro) e un altra birra (altri 5 euro). La serata si scalda. Ora, io pensavo che la serata sarebbe finita qui. Ma Davide mi dice se andiamo a vedere com'è la musica dentro. E' sabato sera, si balla. Entriamo, mi gaso un attimo, ma finisce in fretta. La musica non è eccezionale. I soliti pezzi. Ed ecco che arriva la proposta choc.
Andiamo al Classico Village?

Sinceramente non ero preparato. Ma che volete che vi dica. Non ho esitato nemmeno un istante. E così, montati in macchina, siamo arrivati fino a via Libetta dov'è il Classico (5 euro di entrata), da dove siamo andati via che erano almeno le 4 del mattino. Serata faticosa e costosa. Ma ne è valsa la pena.
E' una manciata di giornate di festa
che fanno quello che speriamo di noi,
e all'improvviso in mezzo al mio mal di testa
ho ritrovato il desiderio di essere felice.

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Today
giovedì, 26 aprile 2007, 23:37 - Storie di vita
Da qualche parte devo cominciare, altrimenti rimango a fissare ancora qualche giorno una pagina bianca. Noia. E’ qualche settimana che mi sento svuotato. Sono poche le cose che mi stanno dando carica. Assenza di stimoli. No, forse, nemmeno. Decisamente troppo pochi. In ambiti molto diversi tra loro. E sono gli unici che (forse) funzionano. Guardo un monitor che non mi dice nulla (stupide interfacce intelligenti). E il tempo passa. Mi dicono che si muore di normalità. Ci ho messo giornimesianni ad arrivare ad uno stato stabile di normalità.

E ora mi si richiede di essere creativo. Per cosa. A quale scopo. Boh, al momento mi annoia solo pensarlo.

Stimoli. Partire andare da qualche parte. Ma dove, quando, con chi.

Aria fresca, fissare il cielo, salutare qualcuno. Mi viene in mente che per l’ennesima volta ho salutato qualcuno che andava lontano. E io sono ancora qui. Ma non riesco a capire dove sia qui. E’ un punto di partenza o di arrivo. Ma è un punto?

Capisco poco e non mi va di approfondire, potrei scoprire che non c’è nulla oltre.
My angel wings were bruised and restrained

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Ciclico convesso e madido
lunedì, 16 aprile 2007, 00:41 - Storie di vita
In tempi passati amavo vagare senza meta per le vie di San Lorenzo. Catarticamente giravo lasciando che il flusso dei miei pensieri prendesse completamente il controllo di me. Era un bel modo per scaricare le tensioni. Camminare fino a che non sentivo il dolore salire lungo le gambe. Non erano molte le vie che giravo, il quartiere non è grande e avevo imparato a riconoscere volti, negozi, marciapiedi. C'era una parte di me che aveva bisogno di lasciare fluire fuori quanta più energia potesse. Rabbia, dolore, amore.

Costruivo castelli in aria che venivano assediati ad ogni passo e puntualmente crollavano dietro ogni angolo che svoltavo. E più ne crollavano più il mio passo diventava impetuoso, quasi che la stanchezza e il dolore creati dalla foga del passo potessero rimpiazzare quello che avevo dentro. Nella mia testa.

Uscivo quasi sempre senza giacca, incurante del tempo atmosferico. Niente cuffiette nelle orecchie, niente meta né obiettivo. Potevano essere dieci minuti come due ore, era una bolla spazio-temporale che mi inghiottiva e mi risputava quando ero pronto ad uscirne.

Dei castelli che costruivo, oggi non è rimasto nulla. Adesso al loro posto costruisco delle fortezze, per difendere quel poco che mi è rimasto e ciò che ho costruito sopra le ceneri del passato. Il dolore delle gambe ha lasciato una profonda stanchezza che si è tramutata in inedia.

Ora guardo le vie del quartiere da lontano, dall'alto della mia torretta. Con distacco. Dei volti che in qualche modo mi avevano accolto e dato asilo non è rimasto nulla, se non qualche vago ricordo. Non li ricordo nemmeno con particolare affetto, per quanto avessero imparato a conoscermi erano semplice cornice, spettatori inutili di uno spettacolo inutile.
Ciclico convesso e madido
questo inverno cambia i sogni
se come sai si cambia in espansione
se ricordi muta un’emozione
(Inespansione - Marilù Lorèn)

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Death of a President
giovedì, 12 aprile 2007, 17:14 - Film
Sono un tipo a cui piacciono cose tranquille e non c'è niente di meglio secondo me di una serata tranquilla CENA + CINEMA. Il mio standard in questo periodo è cena giapponese e cinema presso un grosso centro commerciale poco fuori Roma (ecco già li sento "un centro commerciale? sei un figlio del consumismo" e blablabla, almeno sentite cosa ho da dire prima!).

Mi piace perché il ristorante giapponese lì non costa uno sproposito. Si beh non pensate che vi paghino per mangiare, però con circa 25 euro uscite soddisfatti. Ovvio non è una cosa che si fa tutti i giorni, però non è male. E poi proprio sopra il ristorante c'è il più grande multisala d'europa, 24 confortevoli sale. Ecco magari queste costano un paio di euro di più del cinema a San Lorenzo, però hanno spesso una scelta decente. Nel senso che avendo a disposizione 24 sale non trasmettono solo "ho voglia di te" e altre fregnacce simili. Lì c'ho visto Il grande capo di Lars von Trier in una sala in cui eravano in due di martedì sera (si avete letto bene, in due) e l'ultima volta c'ho visto il mockumentario "Death of a President" in una sala dove di venerdì eravamo in 8. Ora per essere un multisala secondo me hanno un bel coraggio, però finché ci provano nonostante 'sti risultati io ci vado.

Ah si nelle intenzioni volevo parlavi di Death of a President, ma poi sono partito con la filippica sul multisala. Che dirvi? Ben girato e ben fatto, ma piuttosto noioso. L'idea di uccidere un presidente non è nuova. Tra re, presidenti e politici ne hanno sempre fatti fuori un sacco quindi non c'è niente di particolarmente sconvolgente, tranne forse il fatto che Dick Cheney, in quanto attuale vice-presidente, diventa presidente degli USA.
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I Moka al Farenight
lunedì, 9 aprile 2007, 23:42 - Musica
Volevo diventare uno youtuber. Ma a causa delle ripetute violazioni del copyright Youtube ha ora imposto un limite di 10 minuti alla lunghezza dei video che si possono uploadare. E il mio dura più di un'ora.
E allora sono diventato un googlevideor. Nel senso che l'ho messo su Google Video che democraticamente si piglia tutto.
Ma che ho messo? Ho un po' di vecchi concerti che ho avuto lonore/onere di filmare. E che ora doneremo ai posteri.

D'ora in poi se vi volete un video dei Moka (e altri ne seguiranno, man mano che svuoto le cassette) potrete cercarli.

Nel frattempo beccatevi questo inedito Moka @ Farenight
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