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Ristorante al termine dell'universo
mercoledì, 13 giugno 2007, 12:59 - Libri
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa.

Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams mi aveva profondamente appassionato e divertito. Come resistere e non continuare con la saga? Il secondo pezzo di questa esilarante avventura è Ristorante al termine dell'universo, dove troviamo nuovamente Arthur Dent (interpretato nel film tratto dal primo romanzo da un fantastico Martin Freeman), Zaphod Beeblebrox, Ford Prefect, Trisha McMillian detta Trillian e il fantastico robot depresso Marvin.
Mi chiedo come facciate a vivere con capacità mentali così limitate.

I due libri sono collegati, visto che il secondo si riallaccia subito al finale del precedente, dando continuità all'avventura iniziata milioni di anni fa con la costruzione di Pensiero Profondo il super computer che deve dare la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto.
Era un sognatore, un pensatore, un esperto di filosofia teoretica, o, come lo definiva sua moglie, un'idiota.

Le avventure sono pazzesche le risate tante. I colpi di scena pure. Ho divorato il libro in un paio di giorni. Mettetevi addosso il vostro asciugamano e se non avete ancora comprato la vostra copia della Guida Galattica sbrigatevi, costa poco e la scritta Don't Panic vi tranquillizzerà.
Sapete, non si è mai veramente soli quando si ha un papero di gomma.

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Capossela/Brunello @ Auditorium
venerdì, 8 giugno 2007, 02:31 - Musica
Era da tempo che mi mancava da visitare la sala Santa Cecilia dell'Auditorium di Roma, che è poi quella per cui è famosa. Il tetto bombato di Renzo Piano. Di solito è la sala dedicata alla musica classica. O agli eventi davvero importanti. E nonostante mi sia visto moltissimi concerti ormai all'Auditorium nessuno era stato grande abbastanza. Ci voleva quel geniaccio di Vinicio Capossela per farmici finalmente entrare. Il buon Vinicio, decisamente in forma e (misteriosamente) sobrio, ha organizzato una performance di quelle davvero uniche, insieme al violoncellista Mario Brunello, un cui pezzo solista ha ricevuto una (meritatissima) ovazione che ha fatto sfigurare (immeritatamente) il povero musicista (di cui non posso riportare il nome a causa di qualcuno che si è fregato il mio programma, ma di cui posso dire che suonava una viola da gamba) che ha eseguito il suo pezzo solitsta subito dopo.

Ma come al solito anticipo un sacco di cose, senza prima aver spiegato.

Chi si aspettava il solito concerto di Capossela è rimasto sorpreso nel vedere che non era un concerto in cui riproponeva i suoi soliti brani, ma una performance con uno tra i più famosi violoncellisti italiani, Mario Brunello, insieme a tre altri musicisti che suonavano due viole e una viola da gamba e ad un musicista al campionatore e al teremin. Con questa insolita formazione hanno presentato uno spettacolo dal titolo "Fuggite amanti, Amor" - Rime e Lamentazioni per Michelangelo, dove venivano musicati dei sonetti di Michelangelo Buonarroti, più un paio di inediti di Capossela.

Capossela è decisamente uno dei migliori artisti italiani. Ciò che la sua mente è riuscita a partorire ha dell'incredibile. Davvero. Uno che sa usare pianoforte e parole come Michelangelo usava i pennelli.
L'accostamento è facile, lo so, ma alle 2 di notte non si può chiedere di più.
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La banda del mestolo
lunedì, 4 giugno 2007, 15:24 - Storie di vita
Finalmente dopo essermi ripreso un pochino, trovo il tempo per scrivere. Ripreso da cosa? Da acqua, fango e sangria. Il tutto in proporzioni esagerate. Ma procediamo con ordine.

Quando il bla chiama tsu (se non dorme) risponde.
bla: bella
tsu: bella
bla: c'è una festa
tsu: ah, i soliti?
bla: si
tsu: si dorme in tenda di nuovo?
bla: si
tsu: con sangria?
bla: si
tsu con mestolo?
bla: si
tsu: solito posto?
bla: no

A volte è di poche parole, il bla, ma buone. E come dargli torto, alla fine non c'è molto altro da dire. E se non avete idea del perché vi consiglio di rileggere un paio di post dell'anno scorso: Toga Party e La festa nel bosco.

La prima cosa da fare era convincere la G! a venire con me. Devo dire che è stato piuttosto difficile e tortuoso ma con la mia incredibile dialettica sono riuscito a farle spostare gli impegni di lavoro per venire con me ("C'è una festa come quella dell'anno scorso, andiamo?" "Si.").

Il secondo passaggio è stato recuperare l'attrezzatura. La tenda ce l'ha il bla, il sacco a pelo c'è, il telo da mettere sopra la tenda me lo porto? Ma no a che mi serve è una notte(quando si è idioti, si è idioti). Ah però ho un bel telo isolante da mettere dentro, si dai, questo si che il terreno magari è un po' umido (un po'...).

Una volta che ho caricato l'attrezzatura, lo spazzolino e la G! in auto sono partito alla volta di Cisterna di Latina, ridente (...) località della provincia pontina.
Il viaggio benché breve è stato intenso, servivano dei limoni (e se ne sono ricordati di sabato 2 Giugno alle ore 19.00) per una tequila bum bum che penso nessuno abbia mai fatto, ma che sicuramente nessuno mi ha mai offerto, e la ricerca degli agrumi non è stata semplice. Una volta trovato un fruttivendolo abbiamo acquistato anche un'enorme cocomero, che però nessuno ha mangiato (magari ha allietato il pomeriggio di quelli che il giorno dopo hanno ripulito tutto).

Arrivati finalmente alla festa sono stato introdotto ad uno dei festeggiati.
bla: sifu, lui è quello che bloccava il traffico alla festa dell'anno scorso.
sifu: ah, sei tu?
tsu: ehm...
bla: te lo ricordi lui?
tsu: mah, il nome...
bla: era quello col mestolo.
tsu: ah

Ovviamente a questo breve scambio di idee tra filosofi è seguito il rito della prima mestolata di sangria. E molte sono state le seguenti.

Sarà stata la fiducia accordatami dalla prima mestolata, o il panino con porchetta (l'ultimo pezzo della porchetta intera che avevano portato l'ho visto azzannare il giorno dopo a colazione!) che ho addentato subito dopo, o una enorme botta di culo, che ho deciso che la tenda questa volta la montavo subito. E d'ora in poi non mi porrò mai più un simile quesito. La prima cosa da fare è sicuramente montare la tenda. Perché a metà serata è cominciata una leggera ma costante pioggerelina. Che ha ben presto trasformato tutta la vigna, dove avremmo dormito, in fango.
Ma tra mestolate di sangria, danze sfrenata e baldorie varie (compreso l'aver preso di peso una ragazza e rovesciata dentro il bigonzo della sangria, che poi naturalmente abbiamo continuato a bere) ce ne siamo allegramente fregati fino a quando...
è difficile dare l'idea del tempo che scorre, quindi immaginate di vedere le immagini velocizzate di una tenda, di due che ormai giorno si preparano a dormire in tenda, che si addormentano

...fino a quanto ad un certo punto del mio inconsapevole sonno mi sveglio perché madre natura chiama per un impellente bisogno di natura fisiologica: il profumo dei campi, il dolce suono della pioggia sulla tenda, i litri di sangria, i miei piedi zuppi...zuppi?

Porca miseria, sveglio la G! in fretta e furia ("tesorinooo, mi spiace svegliarti ma stai galleggiando") e ci interroghiamo sul da farsi. Verso la fine della tenda c'è fango. Molto fango. Dovuto in parte anche al fatto che la notte prima, avevamo incautamente lasciato aperto un pezzo di tenda. Ma poi avevamo chiuso. La tenda trasuda, porca zozza il telo. Ah però c'è quello sotto. Si, c'è. Ed è zuppo. Non siamo bagnati solo perché il materassino isolante sotto il sacco ci ha protetti, però...quà e là ci sono pozze d'acqua. E restare è impossibile.
Infilo i pantaloni che avevo preventivamente infilato nello zaino. Sono zuppi. E così i calzini. Il sacco fortunatamente mi ha protetto e la maglietta che avevo addosso è asciutta. Esco fuori, e il campo è diventato un campo di fango. Che si attacca come colla alle scarpe. E ogni passo è uno strato in più di fango che si attacca, rendendo impossibile camminare. Porto gli zaini in macchina, perché così si proteggono (che tanto era già tutto bagnato, ma perché peggiorare?) e perché così la tenda è più leggera e possiamo portarla fino sotto il patio dove si è svolta la festa e smontare tutto. Che ora è ricoperto di fango.

Dal telo sotto di noi è uscita tanta di quella acqua che ridevano anche gli altri campeggianti, zuppi anch'essi. Quindi con poco da ridere, ma evidentemente eravamo i peggio messi.

E così alla fine, infangati, fradici e con 3 ore di sonno scarse, siamo tornati a casa.

Adoro le feste. :)

Per i più curiosi e con audio incorporato (necessario per comprendere il clima festoso), quello sotto è il bla, impegnato in una delle tante mestolate.


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The Godfather
mercoledì, 30 maggio 2007, 19:59 - Libri
Ci ho messo tanto ma ne è valsa la pena. Sono un gran fan della saga del Padrino (e come si fa non esserlo?) ma non avevo mai letto il libro da cui sono tratti i film (per la verità solo i primi due). Lo scrittore statunitense Mario Puzo scrisse The Godfather nel 1969 ed abbe un enorme successo. E ora ne comprendo il motivo.

Innanzitutto diciamo che ci ho messo una vita a leggerlo perché oltre ad essere corposo ho voluto cimentarmi nella lettura in lingua originale e quindi in inglese. Che è una cosa impegnativa. Se vi mettete a letto comodi comodi per rilassarvi e leggere non potete prendere un romanzone in inglese a meno che non conosciate la lingua davvero bene.

Perché torturarsi così? Masochismo, ovviamente. Però ora posso dire che è bello leggerlo in originale, perché ti fa calare davvero nel personaggio italoamericano. Che parla inglese ma che usa parole italiane per dare un carattere al proprio discorso. E questo con una traduzione non lo cogli. Come non lo cogli nel film che mi sono rivisto subito dopo e che mi sono visto anch'esso in lingua originale con sottotitolo in inglese, altrimenti chi ci riusciva a seguire Marlon Brando che sbiascica parole incomprensibili?

E' davvero un grande capolavoro.
I'll make him an offer he can't refuse.

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I feel free
martedì, 22 maggio 2007, 13:52 - Storie di vita
Elena protesta perché non aggiorno il blog. Che vuoi che ti dica tesoro, mi sento finalmente rinato e non ho tempo da perdere con voi fancazzisti della rete.

Cercavo stimoli. Ero affaticato. Sto ingranando. Ho trovato la marcia giusta. Anzi no, ho ritrovato dov'è che era la leva del cambio (fino a qualche settimana giravo con un auto con il cambio automatico, capirete la difficoltà a usare la leva del cambio!). Sto facendo mille cose, non ho tempo per stare dietro a tutto. Esco, mi diverto, studio, vado a correre, un sacco di concerti, film, pochi libri (il concetto di lettura prevede che ci si fermi e ora come ora è difficile), sto macinando chilometri come non mai (con relativo assottigliamento del portamonete). Sono andato due volte a teatro. La prima a vedere un musical su Beatrice Cenci scritto diretto e interpretato da un mio amico. La seconda a vedere MausSong uno spettacolo tratto dal fumetto Maus dove recitava una mia amica. Sono andato a vedere un film Rumeno in lingua originale con sottotitoli in italiano. Sono andato a vedere una due giorni di concerto dove suonavano Tarwater, of Montreal, Lo Fi Funk, Telefon Tel Aviv e Piano Magic. Stasera vado a vedere i Violent Femmes. Sto avendo idee per dare un senso al mio dottorato. Un po' meno idee per dare un senso alla vita, ma questo mi sembra un progetto un po' troppo ambizioso.

E' una strana sensazione. Sento pulsare il sangue, sento il cuore battere, sento macinare i pensieri (fosse l'effetto della mancanza di ossigeno quando vado a correre?). Mi sento vivo. Mi sento libero. Sento un lieve sorriso affacciarsi costantemente sulle mie labbra (si è decisamente anossiemia).

Voglio correre, saltare, gridare, andare in giro, parlare con gli sconosciuti. E' uno stato costante di inebriamento dovuto ad una pesante sbronza di vita. E' la vita.

Nota: ho preso in prestito il titolo del post dal nuovo singolo degli Xcoast che si chiama per l'appunto I feel free e che potete ascoltare gratuitamente su MySpace. E' una band romana e merita l'ascolto. Dopo aver sentito il singolo in radio ho scoperto (perché me l'ha detto lui, che manco l'avevo riconosciuto) che a cantare è Riccardo Bertini dei Mammooth.

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Giastar
lunedì, 21 maggio 2007, 00:16 - Gironzolando per la rete
Sapevo di avere amici non propriamente normali. Ma non pensavo che arrivassero alla follia.

Fu così che Gianluca perdendo una scommessa da vero sborone (complice forse un goccio di birra di troppo) decise di farsi da Imola a Venezia a piedi. In un mese. Con soli 250 euro in tasca.
:|

Eh si. Non sto mica scherzando. Ha aperto anche un blog che testimonierà le sue imprese.

A questo punto direi di supportarlo e di diffondere la notizia. Almeno qualcuno che lo raccoglie per strada e lo ospita si trova.

Che dire. In bocca al lupo Gianluca!!!

Seguitelo numerosi!
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Manutenzione
domenica, 13 maggio 2007, 18:53 - tsubasa.it
La vostra auto ogni tanto la portate a fare le pasticche, i dischi, il cambio olio. Anche il blog necessita del meccanico.

Tempo fa l'amico DisGuido aveva segnalato problemi per gli utenti dell'orrido Internet Explorer (ma che lo usate ancora a fare???). Ora dovrebbero essere sistemati (se così non fosse dovete fare queste due cose: 1) segnalatemelo, 2) passate a FireFox).

Inoltre ho aggiunto due nuove pagine nel Menu qui a fianco.

Innanzitutto già da un po' di giorni era presente la pagina Video che raccoglie i video che ho messo online. Se non ve ne eravate accorti è perché siete distratti.

Oggi ho aggiunto una pagina che da un po' di giorni avevo creato su Flickr. Un po' di tempo fa ho comperato una nuova macchinetta fotografica. E ora ho rispolverato un antico hobby. Quindi con orgoglio (e con molto timore, infatti ci ho pensato a lungo, prima di farlo) vi mostro le mie Foto.
Una volta dovevi finire il rullino (di cui custodivi ogni singolo scatto), stampare, e infine far vedere agli amici. Ora con il digitale, scatti all'infinito, selezioni dalla montagna di monnezza gli scatti che sembrano migliori e poi li metti sul web. Economico e immediato. Ah comunque non sono un gran fotografo, quindi non aspettatevi nulla di artistico.
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La Repubblica Popolare Cinese contro tsubasa.it
domenica, 6 maggio 2007, 15:45 - Gironzolando per la rete


Quando decidi di diventare un blogger sai che stai esprimendo il tuo pensiero e che quel pensiero non è sempre condivisibile da tutti quanti (avviso di sistema: so che che quelli che mi conoscono stanno pensando "noooooo, il tuo pensiero è seeeempre condivisibile", fate poco gli spiritosi, lo sapete, io ho sempre ragione). Molti blogger sparsi per il mondo ricevono minacce, alcuni sono diventati anche dei casi perché le minacce si sono trasformate in realtà. Ci sono blogger che per le loro idee creano vaste comunità di pensiero. Ci sono blogger che raccontano quello che succede in parti del mondo particolarmente bollenti, come l'Iraq o l'Iran. Altri blogger raccontano quello che governi dittatoriali cercano di nascondere, come la Cina.

E giusto a proposito...

Sai che diventando un blogger corri qualche rischio, ma mai e dico mai, mi sarei davvero aspettato che qualcuno potesse offendersi seriamente per le cose che dico. Certo magari qualcuno può non gradire, ma magari davanti ad una birra si risolve tutto. Ecco, io ora sinceramente di offrire una birra a 1 miliardo circa di cinesi non me la sento. Non perché non voglia, eh, è solo un problema economico (il solito tirchiaccio). Cioé che faccio, pagare l'aereo a tutti quanti per portarli alla birreria a Grottaferrata? Prenotare i biglietti, la sala, i fusti di birra, non è facile! L'alternativa è andare io. Si vero, risolvo un sacco di problemi, ma non credo che in ogni villaggio cinese ci sia un pub. Allora dovrei andare in giro con enormi camion pieni di birra, che come immagine sinceramente non mi dispiace nemmeno (fanculo a quelli di Overload con i regali per i bambini, BIRRA!). Ma a 800 euro al mese mi sa che non ce la faccio. E il mutuo non me lo accollo.

Quindi direi che per una volta mi arrendo e comunico ufficialmente al governo cinese che il sottoscritto titolare del blog www.tsubasa.it si solleva da ogni responsabilità per le offese (per altro non dimostrate, né supportate da prove, per le quali posso sempre fare in tempo a smentire e dire che i giornalisti comunisti, e qui in quanto cinesi non possono negare, hanno frainteso e tolto dal contesto originale) arrecate al popolo cinese.

Si vabbé, ma de c***o stai a parlà???

Ah si scusate, ho scoperto che i server cinesi filtrano il mio blog e non è possibile visitarlo da laggiù. Il sito Great FIrewall of China permette di controllare se il vostro sito è bloccato o no (l'immagine è ovviamente tratta da lì).
E poiché solitamente non parlo di politica, men che meno di quella internazionale, non so quale sia il motivo che possa aver fatto incazzare 'sti benedetti cinesi (a me la cucina e il cinema cinese piacciono un sacco, vi prego riprendetemi tra di voi!)

Saluti cinesi al mondo.
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I Perturbazione al Circolo, il Classivo Village e un sabato lungo una notte
mercoledì, 2 maggio 2007, 23:54 - Musica, Storie di vita
Ci voleva il buon Davide per scuotermi dal torpore. Ci siamo fatti un paio di serate insieme e il buonumore è tornato. Certe cose arrivano da chi non te l'aspetti.

Sabato ero pronto ad andare da solo al concerto dei Perturbazione al Circolo degli Artisti, quando Davide ha chiamato e m'ha chiesto se ero sempre intenzionato ad andarci. Figuriamoci se me lo perdevo. Qualcuno teme che la mia febbre da tifo torni a galla (scrivo sotto l'euforia di aver appena visto l'ingresso alla finale di Champions League ad Atene e ricordo quando nel 1994 ci andai a vedere una finale vinta quattro goal a zero), quando la febbre da concerto è molto peggio (oggi ho scoperto che il concerto di Robert Post al Piper è stato annullato e ho cacciato un urlo che quasi veniva giù il soffitto!).

Ormai sono al quarto o al quinto concerto dei Perturbazione (si lo so, un vero fan se li ricorderebbe benissimo con dovizia di particolari, ma io studio da Alzheimer) e so bene cosa aspettarmi e so che non deludono. Poi stavolta è speciale, presentano il nuovo album che ho avuto il culo di ascoltare in anteprima su MySpace (non è che io sono più figo degli altri e me l'hanno mandato, è stato lì una settimanella prima dell'uscita ufficiale) e so già che le nuove canzoni sono davvero belle.

Il Circolo all'inizio sembra poco affollato. C'è il ponte del primo maggio di mezzo, molta gente sarà fuori Roma. Hanno ristrutturato tutto il giardino fuori e ora c'è molto più spazio. Hanno messo un nuovo punto bar e anche un punto paninitramezzinicornetti. E la birra a 5 euro (il povero Davide era abituato alla Germania dove una pinta di birra costa 1.50 euro e non è annacquata come quella che si trova in molti posti in Italia).

Mentre eravamo fuori sentivamo musica dentro. Abbiamo pensato ci fosse il gruppo spalla. Siamo entrati e un tizio con una maglietta gialla usciva dal palco. Boh ci saremo sbagliati, eppure sentivamo musica. Poi in rete ho scoperto che trattavasi di Babalot. Non l'ho mai sentito e poteva essere interessante. Peccato che sul programma non ci fosse scritto. Ad essere avvertiti uno presta attenzione. Poi se non mi piaci lo dico. Ignorare mi sta un po' sulle palle.

E infatti...

L'altro gruppo spalla, quello ufficialmente segnalato, erano i Carpacho, ma 5 minuti di ascolto mi sono bastati per aver voglia di ingannare l'attesa fuori in giardino (in verità mi serviva solo una conferma, li avevo già visti e non mi erano piaciuti). Ed è lì che ho spesi i primi 5 euro per la birra (dopo gli 8 di entrata).

Finalmente hanno suonato i Perturbazione e il concerto è stato emozionante come sempre. Da quanto li vidi anni fa in un concertino per pochi eletti a Viterbo sono cresciuti parecchio e ormai sono vere star, anche se sul palco continuano a preservare la simpatia e il divertimento di sempre. Li vedi che sono contenti e si stanno divertendo, giocano, si fanno scherzi. Odio la gente che si prende troppo sul serio.

Sul palco sale anche Syria che ha i soli pregi di essere una gran bella ragazza (che alla fine è pur sempre qualcosa) ed avere un gran sorriso, ma a mio modesto parere è un po' pochino per una cantante.

Finisce il concerto e mi prendo il nuovo album (15 euro) e un altra birra (altri 5 euro). La serata si scalda. Ora, io pensavo che la serata sarebbe finita qui. Ma Davide mi dice se andiamo a vedere com'è la musica dentro. E' sabato sera, si balla. Entriamo, mi gaso un attimo, ma finisce in fretta. La musica non è eccezionale. I soliti pezzi. Ed ecco che arriva la proposta choc.
Andiamo al Classico Village?

Sinceramente non ero preparato. Ma che volete che vi dica. Non ho esitato nemmeno un istante. E così, montati in macchina, siamo arrivati fino a via Libetta dov'è il Classico (5 euro di entrata), da dove siamo andati via che erano almeno le 4 del mattino. Serata faticosa e costosa. Ma ne è valsa la pena.
E' una manciata di giornate di festa
che fanno quello che speriamo di noi,
e all'improvviso in mezzo al mio mal di testa
ho ritrovato il desiderio di essere felice.

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Today
giovedì, 26 aprile 2007, 23:37 - Storie di vita
Da qualche parte devo cominciare, altrimenti rimango a fissare ancora qualche giorno una pagina bianca. Noia. E’ qualche settimana che mi sento svuotato. Sono poche le cose che mi stanno dando carica. Assenza di stimoli. No, forse, nemmeno. Decisamente troppo pochi. In ambiti molto diversi tra loro. E sono gli unici che (forse) funzionano. Guardo un monitor che non mi dice nulla (stupide interfacce intelligenti). E il tempo passa. Mi dicono che si muore di normalità. Ci ho messo giornimesianni ad arrivare ad uno stato stabile di normalità.

E ora mi si richiede di essere creativo. Per cosa. A quale scopo. Boh, al momento mi annoia solo pensarlo.

Stimoli. Partire andare da qualche parte. Ma dove, quando, con chi.

Aria fresca, fissare il cielo, salutare qualcuno. Mi viene in mente che per l’ennesima volta ho salutato qualcuno che andava lontano. E io sono ancora qui. Ma non riesco a capire dove sia qui. E’ un punto di partenza o di arrivo. Ma è un punto?

Capisco poco e non mi va di approfondire, potrei scoprire che non c’è nulla oltre.
My angel wings were bruised and restrained

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