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Visioni
lunedì, 28 gennaio 2008, 23:17 - Vita da dottorando
Quand’è che ti viene l’ispirazione di scrivere? Oh bella, ovviamente quando ti è rimasta solo una notte per finire di scrivere e poi consegnare un’altra cosa, con un solo giorno di ritardo (ci mancherebbe pure che finisco le cose per tempo). Scrivere su Word con carattere 9 fa male alla salute. Non è una mia scelta, ma avendo un form da rispettare ovviamente entri di più nella parte rispettandolo sin da subito. Si perché hai bisogno mentre stai inventandoti un lavoro che non hai fatto quantomeno di calarti nel personaggio. Essendo facente funzione di psicologo devo usare un metodo consono: lo Stanislavskij prevede l'approfondimento psicologico del personaggio e la ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell'attore [Fonte Wikipedia]. Mi sento affine a chi ha fatto una ricerca? Più o meno. Il mio mondo interiore è affine a quello del personaggio?
Direi di si, sono più o meno il dottorando medio che campa fuori casa con borsa ministeriale (ulteriormente decurtata da tasse e affini) cercando di inventarsi qualcosa da fare fuori e dentro l’università.
Dopo 4 ore che continui a fissare lo stesso paragrafo immutato ormai da ore ti senti un po’ come Nash in A beautiful mind: cominci a vedere delle strane configurazioni dotate di senso. E non ci crederete, ma il paragrafo carattere 9 che fissavo mi ha dato l’ispirazione a scrivere! Però non la mia ricerca, bensì sul blog.
Contento lui!
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Ardecore @ Init
giovedì, 15 novembre 2007, 01:10 - Musica
Se si sbaglia è bene ammetterlo. Ero prevenuto verso gli Ardecore. Non per loro in sé, ma perché non mi piacciono gli Zu che degli Ardecore sono un'anima. Per carità, prima che qualcuno dei fan degli Zu mi venga a parlare delle loro doti tecniche (e qui il riferimento è solo a certi tipi di fan che è possibile trovare in taluni vecchi commenti al blog) li ritengo dei validissimi musicisti e anche coraggiosi. Il tipo di sperimentazione che fanno è ammirevole. Ma non mi piace.
Detto ciò, ho invece sbagliato ad essere prevenuto verso gli Ardecore. Mi sono talmente ricreduto che mi hanno passato gli album e la sera stessa sono andato al concerto. Prendete delle vecchie canzoni melodiche in romanesco (er barcarolo và contro coreeeente e quanno canta l’eecooooo s’arisente) mettetela in mano a gente che ben mastica jazz, blues, noise e che ben conosce gli originali…e avrete qualcosa di incredibile. A parte qualche stecca, l’assenza del sax degli Zu e di Geoff Farina (se si fosse presentato avrei fatto certificare il record di persona che ho visto in più formazioni diverse: Karate, Secret Star e solista) il concerto è stato molto bello e divertente. Le cover delle vecchie canzoni romane sono davvero belle e mi danno un brivido di emozione. Le canzoni originali sono stupende

La solita nota dolente è sempre e solo per i locali romani che diventano sempre più esosi. L’Init ha riaperto e questa è una bella notizia. E’ un bello spazio che porta avanti un progetto di qualità ma che forse non avvicina molto le persone alla musica. Anche se 10 euro di biglietto non sembrano tanti diventano una spesa considerevole se date con frequenza (hanno tirato fuori un bel programma ma concentratissimo). E mi raccomando non fatevi venire sete!

Forse starò diventando come quel tizio che ad un concerto degli Unwound (o erano i Bedhead? boh ormai la mia memoria vacilla)al Brancaleone si lamentava perché 8mila lire erano troppe (non erano nemmeno 10 anni fa, mi sento un po’ vecchio!). Vecchie abitudini che non cambiano mai! :p

Ardecore
Init
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Civis Romanus Sum
domenica, 11 novembre 2007, 18:01 - Musica, Storie di vita
Alla fine ce l’ho fatta. Ho smesso di essere un padoaschioppano bamboccione e ho cominciato finalmente la vera vita del bassosalariato. Quella in cui vivi in una stanza convivendo con due persone (in altre stanze) e uno stendino (nella tua stessa stanza) e ogni 5 euro di spesa il tuo cuore sussulta pensando “io non ce la posso fare ad arrivare a fine mese”. E poi devi fare le pulizie, fare il bucato, rifarlo perché non è venuto bene. Ricordarti che devi fare la spesa sennò non mangi.
In più vivi nello smog. Quello vero. Te ne accorgi per la quantità di polvere che si accumula nella stanza in solo 4 giorni. Penso che una cosa del genere sia impossibile da replicare persino in un laboratorio.
Però al tempo stesso è divertente. Non sono abituato ad avere sotto casa tutto il campionario dei negozi apribili. E poi ci sono un sacco di persone (pure troppe se stai cercando parcheggio alle 2 di notte), scendi un momento e non ti senti solo. Poi ci sono gli amici che ti passano a trovare e che puoi raggiungere a piedi. E pensare che per me la macchina era indispensabile pure per prendere un caffé al bar. Insomma, ora ho iniziato una nuova vita. Incrociamo le dita.

Nota a margine. Sono andato a sentire il concerto dei The Accelerators al Piper. Volevo tralasciare questo punto ma poi ci ho ripensato: il Piper è il locale più costoso che ci sia a Roma e trovo scandaloso che pretenda di far pagare 12 € di biglietto per un concerto di band locali di giovedì; e infatti il locale era giustamente semi-deserto per la capienza che ha. Questo però è un peccato per le band che hanno suonato (oddio, non proprio un peccato per tutte perché in alcuni casi era meritato).
The Accelerators sono una band di Roma molto interessante e che secondo me va tenuta d’occhio. Molte influenze diverse, un cantante con una gran bella voce (dire quasi un Eddie Vedder de ‘noantri), una miscela interessante di popjazzrock e David Bianco a produrli. Se vi capita sentiteli.

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Ikea
lunedì, 22 ottobre 2007, 12:09 - Storie di vita
Ovviamente se uno non si riduce all'ultimo minuto non è contento. Tra la preparazione della rassegna di fine anno per il dottorato e l'organizzazione del trasloco ho smesso di avere una vita. L'unica cosa che mi sono concesso è In questo mondo libero di Ken Loach. Bello. Bellissimo. Ma non ho tempo di parlavene, quindi vedetevelo da soli.

Avete mai visto Ikea di domenica pomeriggio? No? Io si. E non è un bello spettacolo, ve lo assicuro. Sapevo che sarebbe stato traumatico, ma dovendoci andare con mio padre era l'unico giorno possibile.

Lo spettacolo che ho visto è stato ben recinzito da Johnny Palomba, qui letto dal mitico Mastrandrea. Quello con il letto sul motorino sono io (non so se è stato più difficile sceglierlo o caricare tutto sulla macchina).


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Umbilical town
martedì, 9 ottobre 2007, 01:03 - Storie di vita
"hey, it's me again, I'm faded . . . could I please come over?"

Non so se vi è mai capitato di avere un sacco di cose per la testa ma di non riuscire a esplicitarne nemmeno una. Avete idee, pensieri, preoccupazioni, voglie. Eppure se provate a voler anche solo dire la cosa più semplice, il vuoto. Nulla. Zero assoluto.

Sto lavorando a quello che dovrebbe essere il prodotto finale del mio primo anno di dottorato. Una rassegna bibliografica. Ossia una relazione che parla di una serie di articoli scientifici messi insieme per un qualche motivo. Noioso. Inutile. Per carità, la formazione serve. Ma io perdo tempo a leggere pacchi di articoli tutti uguali solo per poter dire alla fine "ho fatto il mio lavoro, posso cominciare con il resto?". A me sembra che qualcosa non vada.

Saranno i trentanni compiuti che mi fanno sentire vecchio e quindi aumentano la voglia di concludere qualcosa, sarà che l'entusiasmo prima o poi si spegne. Non lo so. Cerco di andare avanti cercando di dirigere la (scarsa) concentrazione su quello che è l'obiettivo a breve termine più importante.
Nel frattempo rimando la realizzazione delle cose che mi frullano per la testa, rimando un trasloco ormai prossimo, rimando letture più interessanti.
Sono talmente tante le cose che rimando che ogni tanto senti la necessità di ricordarmi che sono vivo. Abito in un posto tranquillo. Fin troppo. E quando verso le 2 vado a dormire (non riesco mai prima) non c'è rumore. Ma nessuno davvero. E quel vuoto, quell'assenza di rumore, mi terrorizzano. Mi verrebbe voglia di gridare "c'è nessuno?". Ma oltre allo svegliare i miei e forse un vicino penso che non accadrebbe poi molto altro.
E' incredibile a dirsi ma chi mi conosce sa che per dormire ho bisogno di silenzio. Eppure ricordo il modo in cui quest'estate dormivo in mezzo al casino (seppur con qualche precauzione), dormivo sereno. Questo silenzio invece mi distrugge.

Ogni tanto provo a svegliarmi. Un concerto. Un film. Mi sono appassionato a qualche nuovo telefilm e finalmente sono ricominciati i vecchi (se non avete mai visto Scrubs, svegliatevi). Provo a rivalutare vecchi album che non mi erano piaciuti. Tiro fuori vecchi libri da sotto il letto.

Il tutto sembrerebbe portare a qualcuno che è depresso, me ne rendo conto. Eppure è solo voglia di concretizzare qualcosa che viene continuamente e forzatamente smorzata. Perché bisogna andare per gradi, perché ci sono dei tempi da attendere, perché non è che puoi fare come ti pare, perché il modo irruento di fare le cose che spesso ho porta sempre a disastri. Se c'è una qualità che mi manca è la pazienza. Si dai bravi, ditelo pure, "bella scoperta!".
so I take comfort in the only life I know
where you can do what you want
in umbilical town

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In rainbows
martedì, 2 ottobre 2007, 00:04 - Musica, tsubasa.it
Uff, annunciare dei post e poi sparire. E' così che si fa?
No è che sto lavorando, poi ci ho un sacco di cose da fare tipo che mi sto trasferendo, poi ho trovato traffico e sono dovuto passare in tintoria, che poi c'era stata un'invasione di cavallette che non se ne vedevano dal 1980, che non ne fan più come una volta.

Avevo da fare. Prima o poi manterrò la promessa (o anche no).

Sta uscendo il nuovo album dei Radiohead. Musicalmente dei geni assoluti. Dal punto di vista commerciale: il futuro è arrivato.

Come una qualsiasi band di quelle sconosciute, si sono autoprodotti e adessi si vendono da soli. A dicembre arriverà un bel cofanetto edizione deluxe. Adesso si può acquistare il download del nuovo album In Rainbow. Non solo. La vera rivoluzione è che decidi tu quanto paghi.
Non ci credete? Andate a vedere sul loro sito. Io ho pagato 7 sterline, circa 10 euro. Perché? Perché i Radiohead mi piacciono fin dal primo album. Perché ogni album che tirano fuori è una album di qualità. Perché oggi ho deciso che acquistare il loro album vale 10 euro. Un giorno potrei decidere che ne varrà solo 1. Dal 10 Ottobre potrò scaricarlo. Quindi aggiornate i vostri feed se volete sapere che cosa ne penso.
Really it's up to you.

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Il tour dell'impero Austro-Ungarico
mercoledì, 5 settembre 2007, 01:32 - Storie di vita, In giro per il mondo
Non è che mi sono dimenticato del blog. È che il rientro dalle vacanze è una gran brutta bestia. Se poi hai passato delle vacanze magnifiche e lunghe il rientro diventa deprimente. Dopo che hai percorso più di 3000 Km, visitato 3 capitali, bevuto Kozel, visto e ascoltato 15 concerti, buttato da 30 metri (tranquilli c’era un elastico a proteggermi), dormito in tenda, in ostello, in un hotel (a 4 stelle mica cazzi) e in un appartamento nel centro di una delle più belle città d’Europa…ma come diamine fa il rientro ad essere easy???

Ed è che così che a Settembre ti ritrovi davanti ad un monitor cercando di non deprimerti pensando che stati tentando di scrivere un articolo che non cambierà nulla nel mondo della scienza se non accorciare di un anno il cammino verso la fine del dottorato (bisogna porsi obiettivi adeguati al proprio passo!). E tutto questo cercando di pensare che vorrei raccontare la mia estate sul blog. Ma come fai a trasmettere venti giorni di una simile vita?

D’ispirazione in ispirazione ci proverò. Vi annuncio tre (e dico tre ma penso che mi sa che saranno pure quattro!) puntate dei miei appunti di viaggio. So che non aspettavate altro, Settembre è triste, già ogni tanto si sente un freddo incipiente e ricominciare con la solita routine è dura.

Ma cosa vi aspetta? Beh, ho visitato il fu impero Austro-Ungarico. Cioè sono stato a Budapest, Praga e Vienna. Senza dimenticare (il che è davvero impossibile) che a Budapest sono stato per una settimana sull’isola di Obuda dove si svolgeva il Sziget Festival (uno dei, se non il, festival più grande d’Europa). Il tutto viaggiando sulla mia macchinetta con un portabagagli colmo al limite dell’inverosimile e la compagnia della G! (che ha anche tentato di staccarmi la testa a morsi, ma forse questa è meglio se non la racconto!).

Nel frattempo ho anche compiuto 30 anni e comincio saltuariamente a deprimermi (chi sono, cosa faccio, dove vado, come finire, etc etc, le solite cose di cui si lamentano tutti i trentenni e di cui ne abbiamo le palle piene). Però la novità è che sto per abbandonare il nido familiare (della famiglia, non nel senso di abituale), perché ho trovato casa (casa…una stanza!) per conto mio.

Infine, giusto oggi (anche perché oggi è uscito insieme alla mailing list che lo segnala) ho scoperto di essere stato segnalato sul sito dei Wu Ming per la mia recensione a Manituana (anche se forse non gli è piaciuto tantissimo, non tanto per quel “asciuttamente”, visto che sono stato effettivamente sintetico, tanto per quel “dice la sua”!). Quindi colto da una punta di vanteria, segnalo la segnalazione.

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Chiuso per ferie
sabato, 4 agosto 2007, 08:26 - tsubasa.it
Anche se in pratica ero in vacanza già da un po', da oggi il blog chiude ufficialmente i battenti per il mese di Agosto.
Ci rivediamo i primi di Settembre con un sacco di cose nuove da raccontare!

;)
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La realtà esiste
sabato, 28 luglio 2007, 19:39 - Musica, Storie di vita, In giro per il mondo
Ce ne è voluto di tempo per finire di sistemare le cose lasciate in sospeso, nonostante sia stato via una sola settimana, le ultime cose da chiudere prima delle tanto sospirate vacanze (manca ancora una lunga interminabile settimana) che un po' avevo rimandato in vista della mia assenza. Complice anche questo caldo afoso che si porta via la poca voglia di lavorare, ci ho messo davvero tanto.

E così ho dovuto lasciare indietro il blog e non aggiornare i pochi che non sono ancora a crogiolarsi sotto il sole in una bella spiaggia su cosa abbia fatto tutto questo tempo.

Cominciamo dal fatto che desideroso di prepararmi ai mega concerti dello Sziget Festival che mi vedranno impegnato ad Agosto, sono stato al mega concerto di Circo Massimo che vedeva protagonisti i Genesis. Sono sincero, non sono mai stato un loro grande fan. In realtà non sono un grande fan del progressive in generale, anche se dagli anni '80 in poi non si possono certo etichettare come gruppo progressive. Gli unici due dischi che abbia mai avuto dei Genesis sono Selling England by the pound e We can't dance. Questo non per sfoggiare una cultura musicale ma per dire che mi sono sottoposto al massacro del Circo Massimo non tanto per loro, quanto spinto dalla curiosità.
La serata mi ha confermato che nonostante tutto mi piacciono più i Genesis con Peter Gabriel che quelli successivi, anche se questo non penso che cambi le vostre vite più di tanto (al limite potete usare queste informazioni per non regalarmi un loro disco). Ciononostante il concerto mi è piaciuto, è stata una bella serata e ho visto un bello spettacolo. Ho respirato terra (non avete idea di quanta terra ci fosse nell'aria, smossa dalla presenza di tutte quelle persone) per ore e me la sentita in gola fino al giorno dopo.

Il giorno dopo, mentre appunto ancora respiravo terra, sono partito per fare una Summer School. E' usanza durante il periodo di dottorato fare una scuola estiva che aiuta il futuro ricercatore a saperne di più su alcuni aspetti specifici della propria materia o su metodi e tecniche di ricerca. Io per una settimana ho parlato di statistica. Il prof, una persona squisita come poche se ne trovano in giro, ci ha detto che era il corso più avanzato che avesse mai tenuto. E i nostri cervelli fusi se ne sono resi conto. Otto ore di lezione al giorno, metà la mattina, metà al pomeriggio. E la sera come bravi bimbi a letto presto. Questo, però, solo pochi secchioni. Noi altri la sera facevamo tardi a bere. Il risultato è stato che di giorno per rimanere svegli e attenti consumavamo litri di caffé (ho pagato e mi serviva seguire, quindi non potevamo fregarcene), a causa dei bagordi notturni che spesso si sono protratti fino a notte fonda. Per fortuna che il prof veniva con noi, così non abbiamo mai dovuto giudicare le facce sbattute. Tornato a casa ho dormito quasi dodici ore di fila, tanta era la stanchezza. E mi sono riportato anche due bei chiletti in più, visto che tra coffee break, pranzi, cene e alcool non facevamo che ingozzarci (piadina, prosciutto, squacquerone...e se non sapete cosa sia lo squacquerone vi consiglio un giro da quelle parti!).

Durante questa settimana c'è stato anche tempo per un fuga a Ferrara. Ero contento di andare a questa summer school, ma rosicavo troppo perché in quei giorni Damien Rice avrebbe suonato a Roma. Come risolvere? Con internet, ovviamente. Fatta una piccola ricerca ho scoperto che suonava anche a Ferrara, che distava solo 130 chilometri da dove stavo io. Non vicinissimo, ma sempre meglio che arrivare a Roma. Così, con due compagni di corso ci siamo fatti mezza giornata a Ferrata (eh si, ho fatto sega alle lezioni del pomeriggio!) che è una cittadina davvero interessante, e poi mentre loro la sera si facevano un giro io mi sono visto il concerto nella piazza di fianco al castello.
Conoscendo i suoi album, mi aspettavo un concerto molto struggente con lacrime a fiumi e invece è riuscito a sorprendermi non poco, interpretando le sue canzoni in chiave più rock e lasciandomi letteralmente senza fiato. Mi piacciono molto i suoi testi e mi piace tantissimi la sua voce che reputo una delle migliori al momento in circolazione. Ora posso dire che mi piace anche la forza e la grinta che mette nei suoi live. Ne è valsa davvero la pena di farmi tutti quei chilometri.

E come ci ha ripetuto il nostro prof per tutta la settima, ricordatevi che la realtà esiste!
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Il quesito con la Neko
mercoledì, 18 luglio 2007, 09:22 - Storie di vita
Sono fuori per lavoro (sono ad un corso di metodologia in Romagna, vino cibo e ogni tanto statistica) quindi non ho molto tempo per aggiornare il blog.
Ne approfitto per condividere con voi, lo splendido disegno che L'orso ciccione mi ha inviato.

A presto!


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