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		<title>tsuBlog - il raro verificarsi del previsto...</title>
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		<description><![CDATA[© Copyright 2005-2007 tsubasa.it]]></description>
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		<title>David Foster Wallace</title>
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		<description><![CDATA[Ithaca, 21 febbraio 1962 – Claremont, 12 settembre 2008<br /><br /><br />se ne va un genio.<br /><br />]]></description>
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		<title>Marzo</title>
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		<description><![CDATA[Se vi venisse in mente di risparmiare soldi tagliando la vostra bolletta telefonica sappiate che<br />l&#039;unico risparmio sarà quello dei mesi passati senza linea. <br />Si, perché dopo aver pensato da furbacchioni di abbandonare Telecom siamo andati verso il blocco totale della linea. Ora mi collego con il cellulare.<br /><br />Però di cose ne sono successe, a cominciare dal fatto che sono andato in trasferta a Perugia a fare delle lezioni. Pubblico tosto quello perugino, non applaude nemmeno dopo il bis. Epperò sembra essere andato tutto bene (<i>un po&#039; meno per la mia autostima ma quella ai fini del curriculum pare non conti, a meno che uno non lo segnali, ma si può omettere tranquillamente</i>).<br />Mentre ero lì ho finalmente visto questa splendida città arroccata su un cucuzzolo e piena di stranieri. Un ambiente davvero frizzante. Già che c&#039;ero ho pure visitato la mostra del Pintoricchio: certe madonne! No sul serio, era tutta centrata sulle madonne con bambino. Tra l&#039;altro nemmeno tutte del Pintoricchio: non credo che sarà qualcosa che ricorderò negli anni.<br /><br />Qualcosa che ricorderò sono invece due concerti a cui ho assistito.<br /><br />Ad inizio mese sono andato a vedere gli <b>Eels</b> all&#039;Auditorium. Questa storia inizia quando sono andato a comprare i biglietti direttamente lì. Una signorina mi ha fatto vedere il monitor con tutti i posti disponibili:<br /><blockquote>Signornina Auditorium: il biglietto unico per la sala costa 25 euro, potrebbe prendere questi che sono rimasti in galleria.<br />tsu: scusi, ma quelli verdi sono quelli liberi?<br />S.A.: si<br />tsu: e quei due in prima fila?<br />S.A.: sono liberi.<br />tsu: beh allora prendo quelli.<br />S.A.: ma sono in prima fila!!!</blockquote><br />Forse non le sembravo degno della prima fila oppure pensava che, come al cinema, i posti in prima fila non fossero granché, però sembrava decisamente turbata nel volerci dare i posti in prima fila (<i>mentre io ero decisamente eccitato all&#039;idea</i>).<br />E in effetti un po&#039; l&#039;abbiamo pagata: nessuno ci aveva avvertito che alle 21 non sarebbe il concerto, ma un docufilm sulla vita del padre di <i>Mark Oliver Everett</i>, anima del gruppo: il documentario parlava di <i>Hugh Everett III</i>, celebre fisico americano che ha proposto l&#039;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_a_molti_mondi_della_meccanica_quantistica" target="_blank" >interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica</a>. Ora non è perché si parlasse di fisica quantisca in inglese senza uno straccio di sottotitolo (<i>faccio fatica a seguire un film senza l&#039;ausilio del sottotitolo in inglese sotto</i>) anziché farci vedere il concerto che volevamo. Il problema stava nel fatto che la proiezione avveniva su un enorme telo posto davanti il palco. Ossia a un metro e mezzo da noi. Il che ha avuto forti ripercussioni sul mio collo che è stato dolorante per svariati giorni.<br />Alla fine poi il concerto è iniziato e devo dire: ne valeva la pena. A parte la goduria di vedere un concerto come se fossi nel salotto di casa mia, la performance è stata eccezionale: Everett si è presentato inizialmente da solo e poi a lui si è aggiunto <i>The Chet</i>, uno che la musica ce l&#039;ha davvero nel sangue e che per tutto il concerto si è alternato tra chitarra, batteria, tastiere e sega (<i>che incredibilmente ha lo stesso suono del Theremin</i>). Nel frattempo si sono anche abbandonati a qualche momento di pura comicità: le lettere dei fan, l&#039;incontro tra Everett e non ricordo che attrice e le recensioni dei concerti (<i>stupendo il siparietto in cui legge soddisfatto una recensione e poi si accorge che è degli Eagles!</i>). Insomma una gran serata. Peccato che sono stati un po&#039; tirchi e non hanno concesso bis (<i>l&#039;assenza di bis provoca sempre una delusione!</i>)<br /><br />A fine mese mi sono concesso una trasferta fino a Firenze per vedere nientepopòdimenoche i <b>Portishead</b> (<i>ancora esistono? io sono rimasto ai primi due album degli anni 90! tranquilli stanno ancora lì, il terzo esce ora!</i>). A causa di un sacco di impegni è stata una fuitina con repentino ritorno: siamo partiti in macchina nel pomeriggio e siamo ritornati in piena notte.<br />Vedere i Portishead dal vivo è stata una grande emozione, non pensavo davvero che un giorno avrei potuto sentire la splendida voce di <i>Beth Gibbons</i>. Un concerto emozionante, anche se quella sera non eravamo nelle  condizioni migliori per un concerto (<i>ma questa è una storia che non posso raccontare</i>). I vecchi pezzi sembrano ancora attuali e quelli nuovi erano decisamente interessanti (<i>anche se sono rimasto perplesso da 1 o 2 pezzi che sembravano più dei Daft Punk che loro</i>). Adesso mi mancano i Massive Attack a luglio e sono davvero soddisfatto.]]></description>
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		<title>Il problema del dottorato</title>
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		<description><![CDATA[
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		<title>Vaffanfulla ovvero Il giorno della Marmotta</title>
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		<description><![CDATA[Dopo un lungo periodo di vita sociale praticamente assente, a causa dei tentativi di diventare un futuro giovane ricercatore precario, finalmente io e la <i>G</i>! ci siamo concessi un lungo week-end di vita sociale.<br /><br />[Ok, qualcosa in realtà l’ho fatta, non è che stavo proprio chiuso in casa. Sono andato a Milano a vedere gli <b>Smashing Pumpkins</b>. Oddio, non erano proprio gli Smashing Pumpkins, era Billy Corgan che con un altro gruppo faceva delle cover degli SP. Credo che il nome fosse Smashing Beans, ma forse mi confondo.]<br /><br /><b>Giovedì</b><br />In realtà Giovedì ho lavorato, ma un presagio mi ha fatto capire che era ora di relax. In camera ho un piccolo calendarietto, di quelli a cui ogni giorno si strappa il giorno. Giovedì mattina appena sveglio strappo il nuovo giorno. Vado a farmi il caffé (<i>mai fare nulla prima del caffé</i>) e dopo averlo bevuto torno in camera e come prima cosa ri-strappo il giorno. Da giovedì il calendario passa direttamente a sabato. Strabuzzo gli occhi, forse sto ancora dormendo? No, salta proprio il venerdì. Mi preparo per uscire devo parlare a ingegneri e architetti di Psicologia Ambientale (<i>che ovviamente non è il mio campo, ma fuori dall’università quando ti pagano sei esperto di qualsiasi cosa!</i>). Chiamo la <i>G</i>! al telefono e le racconto del calendario.<br /><blockquote>tsu: …e così anziché Venerdì c’era Sabato!!!…ahahahah<br />G!: ma oggi è Venerdì?<br />tsu: …<br />G! è Giovedì o è Venerdì?<br />tsu: ehr…<br /></blockquote><br />Per tre giorni in camera mia è stato sabato. Ok, ho proprio bisogno di relax.<br /><br /><b>Venerdì</b><br />Serata nel quartiere. Io abito al confine tra il Pigneto e TorPignattara (<i>in realtà è ancora Pigneto dove sto io, ma la gente non ci crede mai!</i>) ed è pieno di cose da fare qui. Visto che giochiamo in casa, lasciamo la macchina parcheggiata e giriamo a piedi. Arriviamo fino da <b>Margarì</b>, una pizzeria napoletana che ci hanno consigliato. Ottima pizza, buoni fritti ad un prezzo abbordabilissimo. Peccato che appena entriamo scopro che al tavolo a fianco a me c’è una coppia di miei vecchi amici dell’università. Oh che bello! Ah, no…lui ha gli occhi rossi e lei le lacrime. Forse <i>non era</i> il momento di andare lì a salutarli gioioso. Vabbé.<br />Dopo la pizza, raggiungiamo sempre a piedi un po’ di amici che stazionano all’isola pedonale del Pigneto. Non lo avevo ancora visto di sera (<i>per me esistono solo San Lorenzo e Trastevere, gli altri sono sempre e solo luoghi di passaggio</i>) e devo dire che sembra interessante. Però la destinazione di questa sera è il <b>Fanfulla 101</b> un localino dove si entra con la tessera Arci (5 euro) e poi si balla e si beve. La musica non è male, i cocktail costano 4 euro e il locale piuttosto affollato. Forse un po’ troppo per permettere alla gente di fumare, tant’è che dopo un po’ non si respira. Però ci divertiamo abbastanza fino alle 2, quando dovremmo tornare <i>a piedi</i> fino casa. Fortuna che un’anima pia ci raccatta e ci riporta a casa, sennò saremmo arrivati stremati.<br /><br /><b>Sabato</b><br />La <i>G</i>! aveva già visto <b>Miss Kittin</b> al Brancaleone ad Ottobre. Valeria era con lei, anche se in realtà era poco presente. Io non c’ero proprio. Quindi si decide che ci andiamo. Un tempo frequentavo assiduamente il Branca di Venerdì, alle serate di <i>Agatha</i> e consideravo la serata del sabato un po’ coatta. Non tanto per la musica, era una serata House ma comunque con bella musica, quanto per la gente che questo tipo di musica richiama. Comunque il Branca era ancora considerato un centro sociale (<i>più di una volta gente uscita da lì era stata pestata da fascistelli</i>) e non richiamava certa gente, non tanto per motivi ideologici, quanto per la fama di centro sociale.<br />Ora che si è scrollato di dosso questa nomea e che viene considerato più un locale come tanti altri, ci va un po’ chiunque. Ma forse manco troppo.<br />Arriviamo verso mezzanotte e c’è una fila piuttosto lunga. Armati di pazienza e di una bottiglia di vino ci mettiamo pazientemente in coda. La gente che vediamo intorno a noi non è proprio delle migliori ma pazienza (<i>anche se ce li guardiamo un po’ con la puzza sotto il naso</i>). Non è che una volta le persone che ci andavano fossero dei santi, c’era sempre quello che si imbucava a metà fila per saltarla, ma almeno se glielo facevi notare facevano una risatina imbarazzata, cercavano di corromperti offrendoti da bere, e magari se ne andavano con la coda tra le gambe. Quelli di sabato no. Non solo saltavano la fila, ma pure con arroganza come se gli fosse dovuto.<br /><blockquote>tsu: oh coso, guarda che c’è una fila!<br />coatto: e allora?<br />tsu: allora non puoi passarmi avanti!<br />coatto: vabbé passa avanti.<br />tsu: beh dillo pure a quelli dietro allora.<br />coatto: che volemo fa’ ‘na guera?<br /></blockquote><br />La guerra non l’abbiamo fatta e lui si è tolto dalle palle perché i suoi amici si sono sentiti in imbarazzo a stare lì e hanno cominciato a prenderlo per il culo e se ne sono andati. Non so se si siano fatti la fila dall’inizio ma sicuramente hanno provato ad imbucarsi da molto più indietro.<br />Tempo 10 minuti e di nuovo un’altra <i>guera</i>:<br /><blockquote>coatta: ei, guarda che stavo passando.<br />tsu: no, ti stavi imbucando!<br />coatta: vabbé ma io c’ho gli amici che stanno già dentro.<br />tsu: …<br />vale: vabbé ma ti rendi conto che anche noi vogliamo entrare?<br />tsu: vale lascia stare, non ci può arrivare.<br /></blockquote><br />Questa è rimasta talmente umiliata da ciò che le avevo appena detto che non solo non è passata perdendosi gli amici che si erano imbucati davanti a noi, ma persino quelli dietro non l’hanno fatta passare e ne abbiamo perse le tracce. Credo stia ancora lì ad aspettare.<br /><br />Per il resto la serata è stata figa, anche se abbiamo avuto problemi con li bar e quindi siamo rimasti a secco: provate voi ad attraversare una sala stracolma di gente per arrivare al bancone e poi scoprire che devi attraversare metà sala per arrivare alla cassa. Ora che ci siamo riusciti aveva chiuso. Ma porc*°*°°*°.<br /><br /><b>Domenica</b><br />Dopo esserci svegliati alle 4 del pomeriggio (<i>non abbiamo più il fisico per rientrare all’alba!</i>) abbiamo deciso che era tanto che non andavamo al cinema. Anzi, una birretta e poi il cinema. Scegliamo di andare verso Piazzale degli Eroi, perché lì c’è un cinema che fa <b>Sweeney Todd</b> di <i>Tim Burton</i> e il <b>Lapsutinna</b> che è una birreria con una vasta scelta di birre belghe. Al pub abbiamo bevuto e mangiato abbondantemente e molto bene, anche se forse abbiamo speso oltre ogni previsione. Enormi piatti di patatine condite con ottima birra. Anche se ci hanno costretti a vedere Amici di Maria De Filippi e ci hanno piazzato proprio sotto il televisore, mentre la figlia della proprietaria se lo guardava entusiasta. Magari è necessario rivedere alcuni piccoli particolari.<br />Il film, invece, è stato proprio bello. Un grande <i>Johnny Deep</i> che nella parte diabolica del barbiere assassino ci sta proprio bene e pure brava lo è stata <i>Helena Bonham Carter</i> che ormai fa sempre ruoli in cui siano previsti capelli da pazza. Ormai Tim Burton è sempre di più nel mio olimpo privato dei registi.<br /><br /><b>Lunedì</b><br />È stato solo Lunedì 25 Febbraio.<br /><br /><b>Martedì</b><br />Anche oggi è stato Lunedì 25 Febbraio. Ok, il mio calendarietto da i numeri. Sempre gli stessi, ma li da.<br /><blockquote>What if there is no tomorrow? There wasn&#039;t one yesterday.</blockquote>]]></description>
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		<title>Moratoria</title>
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		<description><![CDATA[In politica le mode linguistiche si riconoscono subito. Appena una parola ha un minimo di successo, come un mantra tutti la ripetono ossessivamente. Attaccandola a qualsiasi argomento. E sospetto che non sempre siano consci del significato di quella parola.<br /><br />E&#039; per questo che propongo una moratoria all&#039;uso della parola moratoria. <br /><br />Se siete d&#039;accordo alzate la mano.]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry080128-231705">
		<title>Visioni</title>
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		<description><![CDATA[Quand’è che ti viene l’ispirazione di scrivere? Oh bella, ovviamente quando ti è rimasta solo una notte per finire di scrivere e poi consegnare un’altra cosa, con un solo giorno di ritardo (<i>ci mancherebbe pure che finisco le cose per tempo</i>). Scrivere su Word con carattere 9 fa male alla salute. Non è una mia scelta, ma avendo un form da rispettare ovviamente entri di più nella parte rispettandolo sin da subito. Si perché hai bisogno mentre stai inventandoti un lavoro che non hai fatto quantomeno di calarti nel personaggio. Essendo facente funzione di psicologo devo usare un metodo consono: lo <b>Stanislavskij</b> prevede <i>l&#039;approfondimento psicologico del personaggio e la ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell&#039;attore</i> [Fonte Wikipedia]. Mi sento affine a chi ha fatto una ricerca? Più o meno. Il mio mondo interiore è affine a quello del personaggio?<br />Direi di si, sono più o meno il dottorando medio che campa fuori casa con borsa ministeriale (<i>ulteriormente decurtata da tasse e affini</i>) cercando di inventarsi qualcosa da fare fuori e dentro l’università.<br />Dopo 4 ore che continui a fissare lo stesso paragrafo immutato ormai da ore ti senti un po’ come Nash in <i>A beautiful mind</i>: cominci a vedere delle strane configurazioni dotate di senso. E non ci crederete, ma il paragrafo carattere 9 che fissavo mi ha dato l’ispirazione a scrivere! Però non la mia ricerca, bensì sul blog.<br />Contento lui!]]></description>
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		<title>Ardecore @ Init</title>
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		<description><![CDATA[Se si sbaglia è bene ammetterlo. Ero prevenuto verso gli <b>Ardecore</b>. Non per loro in sé, ma perché non mi piacciono gli Zu che degli Ardecore sono un&#039;anima. Per carità, prima che qualcuno dei fan degli Zu mi venga a parlare delle loro doti tecniche (<i>e qui il riferimento è solo a certi tipi di fan che è possibile trovare in taluni vecchi commenti al blog</i>) li ritengo dei validissimi musicisti e anche coraggiosi. Il tipo di sperimentazione che fanno è ammirevole. Ma non mi piace.<br />Detto ciò, ho invece sbagliato ad essere prevenuto verso gli Ardecore. Mi sono talmente ricreduto che mi hanno passato gli album e la sera stessa sono andato al concerto. Prendete delle vecchie canzoni melodiche in romanesco (<i>er barcarolo và contro coreeeente e quanno canta l’eecooooo s’arisente</i>) mettetela in mano a gente che ben mastica jazz, blues, noise e  che ben conosce gli originali…e avrete qualcosa di incredibile. A parte qualche stecca, l’assenza del sax degli Zu e di Geoff Farina (<i>se si fosse presentato avrei fatto certificare il record di persona che ho visto in più formazioni diverse: Karate, Secret Star e solista</i>) il concerto è stato molto bello e divertente. Le cover delle vecchie canzoni romane sono davvero belle e mi danno un brivido di emozione. Le canzoni originali sono stupende <br /><br />La solita nota dolente è sempre e solo per i locali romani che diventano sempre più esosi. L’Init ha riaperto e questa è una bella notizia. E’ un bello spazio che porta avanti un progetto di qualità ma che forse non avvicina molto le persone alla musica. Anche se 10 euro di biglietto non sembrano tanti diventano una spesa considerevole se date con frequenza (<i>hanno tirato fuori un bel programma ma concentratissimo</i>). E mi raccomando non fatevi venire sete! <br /><br />Forse starò diventando come quel tizio che ad un concerto degli Unwound (<i>o erano i Bedhead? boh ormai la mia memoria vacilla</i>)al Brancaleone si lamentava perché 8mila lire erano troppe (<i>non erano nemmeno 10 anni fa, mi sento un po’ vecchio!</i>). Vecchie abitudini che non cambiano mai! :p<br /><br /><a href="http://www.ardecore.com/" target="_blank" >Ardecore</a><br /><a href="http://www.initroma.com/" target="_blank" >Init</a>]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry071111-180125">
		<title>Civis Romanus Sum</title>
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		<description><![CDATA[Alla fine ce l’ho fatta. Ho smesso di essere un padoaschioppano bamboccione e ho cominciato finalmente la vera vita del bassosalariato. Quella in cui vivi in una stanza convivendo con due persone (<i>in altre stanze</i>) e uno stendino (<i>nella tua stessa stanza</i>) e ogni 5 euro di spesa il tuo cuore sussulta pensando “io non ce la posso fare ad arrivare a fine mese”. E poi devi fare le pulizie, fare il bucato, rifarlo perché non è venuto bene. Ricordarti che devi fare la spesa sennò non mangi.<br />In più vivi nello smog. Quello vero. Te ne accorgi per la quantità di polvere che si accumula nella stanza in solo 4 giorni. Penso che una cosa del genere sia impossibile da replicare persino in un laboratorio.<br />Però al tempo stesso è divertente. Non sono abituato ad avere sotto casa tutto il campionario dei negozi apribili. E poi ci sono un sacco di persone (<i>pure troppe se stai cercando parcheggio alle 2 di notte</i>), scendi un momento e non ti senti solo. Poi ci sono gli amici che ti passano a trovare e che puoi raggiungere a piedi. E pensare che per me la macchina era indispensabile pure per prendere un caffé al bar. Insomma, ora ho iniziato una nuova vita. Incrociamo le dita.<br /><br />Nota a margine. Sono andato a sentire il concerto dei <b>The Accelerators</b> al Piper. Volevo tralasciare questo punto ma poi ci ho ripensato: il Piper è il locale più costoso che ci sia a Roma e trovo scandaloso che pretenda di far pagare 12 € di biglietto per un concerto di band locali di giovedì; e infatti il locale era giustamente semi-deserto per la capienza che ha. Questo però è un peccato per le band che hanno suonato (<i>oddio, non proprio un peccato per tutte perché in alcuni casi era meritato</i>).<br />The Accelerators sono una band di Roma molto interessante e che secondo me va tenuta d’occhio. Molte influenze diverse, un cantante con una gran bella voce (<i>dire quasi un Eddie Vedder de ‘noantri</i>), una miscela interessante di popjazzrock e David Bianco a produrli. Se vi capita sentiteli.<br />]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry071022-120925">
		<title>Ikea</title>
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		<description><![CDATA[Ovviamente se uno non si riduce all&#039;ultimo minuto non è contento. Tra la preparazione della rassegna di fine anno per il dottorato e  l&#039;organizzazione del trasloco ho smesso di avere una vita. L&#039;unica cosa che mi sono concesso è <i>In questo mondo libero</i> di <b>Ken Loach</b>. Bello. Bellissimo. Ma non ho tempo di parlavene, quindi vedetevelo da soli.<br /><br />Avete mai visto Ikea di domenica pomeriggio? No? Io si. E non è un bello spettacolo, ve lo assicuro. Sapevo che sarebbe stato traumatico, ma dovendoci andare con mio padre era l&#039;unico giorno possibile.<br /><br />Lo spettacolo che ho visto è stato ben <i>recinzito</i> da <b>Johnny Palomba</b>, qui letto dal mitico <b>Mastrandrea</b>. Quello con il letto sul motorino sono io (<i>non so se è stato più difficile sceglierlo o caricare tutto sulla macchina</i>).<br /><br /><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2OUk17hsTO0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2OUk17hsTO0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object>]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry071009-010300">
		<title>Umbilical town</title>
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		<description><![CDATA[<blockquote>&quot;hey, it&#039;s me again, I&#039;m faded . . . could I please come over?&quot;</blockquote><br />Non so se vi è mai capitato di avere un sacco di cose per la testa ma di non riuscire a esplicitarne nemmeno una. Avete idee, pensieri, preoccupazioni, voglie. Eppure se provate a voler anche solo dire la cosa più semplice, il vuoto. Nulla. Zero assoluto.<br /><br />Sto lavorando a quello che dovrebbe essere il prodotto finale del mio primo anno di dottorato. Una rassegna bibliografica. Ossia una relazione che parla di una serie di articoli scientifici messi insieme per un qualche motivo. Noioso. Inutile. Per carità, la formazione serve. Ma io perdo tempo a leggere pacchi di articoli tutti uguali solo per poter dire alla fine &quot;ho fatto il mio lavoro, posso cominciare con il resto?&quot;. A me sembra che qualcosa non vada.<br /><br />Saranno i trentanni compiuti che mi fanno sentire vecchio e quindi aumentano la voglia di concludere qualcosa, sarà che l&#039;entusiasmo prima o poi si spegne. Non lo so. Cerco di andare avanti cercando di dirigere la (<i>scarsa</i>) concentrazione su quello che è l&#039;obiettivo a breve termine più importante.<br />Nel frattempo rimando la realizzazione delle cose che mi frullano per la testa, rimando un trasloco ormai prossimo, rimando letture più interessanti.<br />Sono talmente tante le cose che rimando che ogni tanto senti la necessità di ricordarmi che sono vivo. Abito in un posto tranquillo. Fin troppo. E quando verso le 2  vado a dormire (<i>non riesco mai prima</i>) non c&#039;è rumore. Ma nessuno davvero. E quel vuoto, quell&#039;assenza di rumore, mi terrorizzano. Mi verrebbe voglia di gridare &quot;c&#039;è nessuno?&quot;. Ma oltre allo svegliare i miei e forse un vicino penso che non accadrebbe poi molto altro.<br />E&#039; incredibile a dirsi ma chi mi conosce sa che per dormire ho bisogno di silenzio. Eppure ricordo il modo in cui quest&#039;estate dormivo in mezzo al casino (<i>seppur con qualche precauzione</i>), dormivo sereno. Questo silenzio invece mi distrugge.<br /><br />Ogni tanto provo a svegliarmi. Un concerto. Un film. Mi sono appassionato a qualche nuovo telefilm e finalmente sono ricominciati i vecchi (<i>se non avete mai visto Scrubs, svegliatevi</i>). Provo a rivalutare vecchi album che non mi erano piaciuti. Tiro fuori vecchi libri da sotto il letto.<br /><br />Il tutto sembrerebbe portare a qualcuno che è depresso, me ne rendo conto. Eppure è solo voglia di concretizzare qualcosa che viene continuamente e forzatamente smorzata. Perché bisogna andare per gradi, perché ci sono dei tempi da attendere, perché non è che puoi fare come ti pare, perché il modo irruento di fare le cose che spesso ho porta sempre a disastri. Se c&#039;è una qualità che mi manca è la pazienza. Si dai bravi, ditelo pure, &quot;bella scoperta!&quot;. <br /><blockquote>so I take comfort in the only life I know<br />where you can do what you want<br />in umbilical town</blockquote>]]></description>
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		<title>In rainbows</title>
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		<description><![CDATA[Uff, annunciare dei post e poi sparire. E&#039; così che si fa?<br />No è che sto lavorando, poi ci ho un sacco di cose da fare tipo che mi sto trasferendo, poi ho trovato traffico e sono dovuto passare in tintoria, che poi c&#039;era stata un&#039;invasione di cavallette che non se ne vedevano dal 1980, che non ne fan più come una volta.<br /><br />Avevo da fare. Prima o poi manterrò la promessa (<i>o anche no</i>).<br /><br />Sta uscendo il nuovo album dei Radiohead. Musicalmente dei geni assoluti. Dal punto di vista commerciale: il futuro è arrivato.<br /><br />Come una qualsiasi band di quelle sconosciute, si sono autoprodotti e adessi si vendono da soli. A dicembre arriverà un bel cofanetto edizione deluxe. Adesso si può acquistare il download del nuovo album <i>In Rainbow</i>. Non solo. La vera rivoluzione è che decidi tu quanto paghi. <br />Non ci credete? Andate a vedere sul loro <a href="http://www.inrainbows.com/Store/Quickindex2.html" target="_blank" >sito</a>. Io ho pagato 7 sterline, circa 10 euro. Perché? Perché i Radiohead mi piacciono fin dal primo album. Perché ogni album che tirano fuori è una album di qualità. Perché oggi ho deciso che acquistare il loro album vale 10 euro. Un giorno potrei decidere che ne varrà solo 1. Dal 10 Ottobre potrò scaricarlo. Quindi aggiornate i vostri feed se volete sapere che cosa ne penso.<br /><blockquote>Really it&#039;s up to you.</blockquote>]]></description>
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		<title>Il tour dell&#039;impero Austro-Ungarico</title>
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		<description><![CDATA[Non è che mi sono dimenticato del blog. È che il rientro dalle vacanze è una gran brutta bestia. Se poi hai passato delle vacanze magnifiche e lunghe il rientro diventa deprimente. Dopo che hai percorso più di 3000 Km, visitato 3 capitali, bevuto Kozel, visto e ascoltato 15 concerti, buttato da 30 metri (<i>tranquilli c’era un elastico a proteggermi</i>), dormito in tenda, in ostello, in un hotel (<i>a 4 stelle mica cazzi</i>) e in un appartamento nel centro di una delle più belle città d’Europa…ma come diamine fa il rientro ad essere <i>easy</i>???<br /><br />Ed è che così che a Settembre ti ritrovi davanti ad un monitor cercando di non deprimerti pensando che stati tentando di scrivere un articolo che non cambierà nulla nel mondo della scienza se non accorciare di un anno il cammino verso la fine del dottorato (<i>bisogna porsi obiettivi adeguati al proprio passo!</i>). E tutto questo cercando di pensare che vorrei raccontare la mia estate sul blog. Ma come fai a trasmettere venti giorni di una simile vita?<br /><br />D’ispirazione in ispirazione ci proverò. Vi annuncio tre (<i>e dico tre ma penso che mi sa che saranno pure quattro!</i>) puntate dei miei appunti di viaggio. So che non aspettavate altro, Settembre è triste, già ogni tanto si sente un freddo incipiente e ricominciare con la solita routine è dura.<br /><br />Ma cosa vi aspetta? Beh, ho visitato il fu impero Austro-Ungarico. Cioè sono stato a Budapest, Praga e Vienna. Senza dimenticare (<i>il che è davvero impossibile</i>) che a Budapest sono stato per una settimana sull’isola di Obuda dove si svolgeva il Sziget Festival (<i>uno dei, se non il, festival più grande d’Europa</i>). Il tutto viaggiando sulla mia macchinetta con un portabagagli colmo al limite dell’inverosimile e la compagnia della <i>G</i>! (<i>che ha anche tentato di staccarmi la testa a morsi, ma forse questa è meglio se non la racconto!</i>).<br /><br />Nel frattempo ho anche compiuto 30 anni e comincio saltuariamente a deprimermi (<i>chi sono, cosa faccio, dove vado, come finire, etc etc, le solite cose di cui si lamentano tutti i trentenni e di cui ne abbiamo le palle piene</i>). Però la novità è che sto per abbandonare il nido familiare (<i>della famiglia, non nel senso di abituale</i>), perché ho trovato casa (<i>casa…una stanza!</i>) per conto mio.<br /><br />Infine, giusto oggi (<i>anche perché oggi è uscito insieme alla mailing list che lo segnala</i>) ho scoperto di essere stato segnalato sul sito dei <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap13_VIIIa.htm#d" target="_blank" >Wu Ming</a> per la mia recensione a <i>Manituana</i> (<i>anche se forse non gli è piaciuto tantissimo, non tanto per quel “asciuttamente”, visto che sono stato effettivamente sintetico, tanto per quel “dice la sua”!</i>). Quindi colto da una punta di vanteria, segnalo la segnalazione.<br />]]></description>
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		<title>Chiuso per ferie</title>
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		<description><![CDATA[Anche se in pratica ero in vacanza già da un po&#039;, da oggi il blog chiude ufficialmente i battenti per il mese di Agosto.<br />Ci rivediamo i primi di Settembre con un sacco di cose nuove da raccontare!<br /><br />;)]]></description>
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		<title>La realtà esiste</title>
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		<description><![CDATA[Ce ne è voluto di tempo per finire di sistemare le cose lasciate in sospeso, nonostante sia stato via una sola settimana, le ultime cose da chiudere prima delle tanto sospirate vacanze (<i>manca ancora una lunga interminabile settimana</i>) che un po&#039; avevo rimandato in vista della mia assenza. Complice anche questo caldo afoso che si porta via la poca voglia di lavorare, ci ho messo davvero tanto.<br /><br />E così ho dovuto lasciare indietro il blog e non aggiornare i pochi che non sono ancora a crogiolarsi sotto il sole in una bella spiaggia su cosa abbia fatto tutto questo tempo.<br /><br />Cominciamo dal fatto che desideroso di prepararmi ai mega concerti dello <b>Sziget Festival</b> che mi vedranno impegnato ad Agosto, sono stato al mega concerto di Circo Massimo che vedeva protagonisti i <b>Genesis</b>. Sono sincero, non sono mai stato un loro grande fan. In realtà non sono un grande fan del <i>progressive</i> in generale, anche se dagli anni &#039;80 in poi non si possono certo etichettare come gruppo progressive. Gli unici due dischi che abbia mai avuto dei Genesis sono <i>Selling England by the pound</i> e <i>We can&#039;t dance</i>. Questo non per sfoggiare una cultura musicale ma per dire che mi sono sottoposto al massacro del Circo Massimo non tanto per loro, quanto spinto dalla curiosità.<br />La serata mi ha confermato che nonostante tutto mi piacciono più i Genesis con Peter Gabriel che quelli successivi, anche se questo non penso che cambi le vostre vite più di tanto (<i>al limite potete usare queste informazioni per non regalarmi un loro disco</i>). Ciononostante il concerto mi è piaciuto, è stata una bella serata e ho visto un bello spettacolo. Ho respirato terra (<i>non avete idea di quanta terra ci fosse nell&#039;aria, smossa dalla presenza di tutte quelle persone</i>) per ore e me la sentita in gola fino al giorno dopo.<br /><br />Il giorno dopo, mentre appunto ancora respiravo terra, sono partito per fare una <i>Summer School</i>. E&#039; usanza durante il periodo di dottorato fare una scuola estiva che aiuta il futuro ricercatore a saperne di più su alcuni aspetti specifici della propria materia o su metodi e tecniche di ricerca. Io per una settimana ho parlato di statistica. Il prof, una persona squisita come poche se ne trovano in giro, ci ha detto che era il corso più avanzato che avesse mai tenuto. E i nostri cervelli fusi se ne sono resi conto. Otto ore di lezione al giorno, metà la mattina, metà al pomeriggio. E la sera come bravi bimbi a letto presto. Questo, però, solo pochi secchioni. Noi altri la sera facevamo tardi a bere. Il risultato è stato che di giorno per rimanere svegli e attenti consumavamo litri di caffé (<i>ho pagato e mi serviva seguire, quindi non potevamo fregarcene</i>), a causa dei bagordi notturni che spesso si sono protratti fino a notte fonda. Per fortuna che il prof veniva con noi, così non abbiamo mai dovuto giudicare le facce sbattute. Tornato a casa ho dormito quasi dodici ore di fila, tanta era la stanchezza. E mi sono riportato anche due bei chiletti in più, visto che tra coffee break, pranzi, cene e alcool non facevamo che ingozzarci (<i>piadina, prosciutto, squacquerone...e se non sapete cosa sia lo squacquerone vi consiglio un giro da quelle parti!</i>).<br /><br />Durante questa settimana c&#039;è stato anche tempo per un fuga a Ferrara. Ero contento di andare a questa summer school, ma rosicavo troppo perché in quei giorni <b>Damien Rice</b> avrebbe suonato a Roma. Come risolvere? Con internet, ovviamente. Fatta una piccola ricerca ho scoperto che suonava anche a Ferrara, che distava solo 130 chilometri da dove stavo io. Non vicinissimo, ma sempre meglio che arrivare a Roma. Così, con due compagni di corso ci siamo fatti mezza giornata a Ferrata (<i>eh si, ho fatto sega alle lezioni del pomeriggio!</i>) che è una cittadina davvero interessante, e poi mentre loro la sera si facevano un giro io mi sono visto il concerto nella piazza di fianco al castello.<br />Conoscendo i suoi album, mi aspettavo un concerto molto struggente con lacrime a fiumi e invece è riuscito a sorprendermi non poco, interpretando le sue canzoni in chiave più rock e lasciandomi letteralmente senza fiato. Mi piacciono molto i suoi testi e mi piace tantissimi la sua voce che reputo una delle migliori al momento in circolazione. Ora posso dire che mi piace anche la forza e la grinta che mette nei suoi live. Ne è valsa davvero la pena di farmi tutti quei chilometri.<br /><br />E come ci ha ripetuto il nostro prof per tutta la settima, ricordatevi che <i>la realtà esiste!</i>]]></description>
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		<title>Il quesito con la Neko</title>
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		<description><![CDATA[Sono fuori per lavoro (<i>sono ad un corso di metodologia in Romagna, vino cibo e ogni tanto statistica</i>) quindi non ho molto tempo per aggiornare il blog.<br />Ne approfitto per condividere con voi, lo splendido disegno che  <a href="http://www.orsociccione.com/" target="_blank" >L&#039;orso ciccione</a> mi ha inviato.<br /><br />A presto!<br /><br /><img src="images/neko.gif" width="432" height="300" border="0" alt="" /> ]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry070710-235931">
		<title>Patti Smith &amp; Sonic Youth</title>
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		<description><![CDATA[No, non lasciatevi fuorviare dal titolo. Non hanno fatto un concerto insieme. Li hanno fatto a distanza di 4 giorni e in due posti diversi (<i>in verità anche in due città diverse</i>). Ma io sono pigro e avevo una importante riunione di dottorato da preparare (<i>ce ne sono due all&#039;anno, non è che potevo cannarla</i>).<br />Pur essendo due concerti diversi anno avuto un filo comune, ossia la riproposizione di successi del passato.<br /><br /><b>Patti Smith</b> ha suonato all&#039;Auditorium il 3 Luglio. L&#039;idea del concerto era di riproporre dei classici del rock interpretati da lei. Ora in verità mi dicono che (<i>non ero molto aggiornato in realtà</i>) abbia addirittura fatto un album con queste cover. Certo, quando ti chiami Patti Smith puoi anche permetterti di fare un concerto con delle cover, ma un album mi sembra eccessivo. E&#039; vero che il concerto è stato bello e ha intervallato suoi grandi successi (<i>penoso il pubblico scatenato solo con</i> Because the night <i>che addirittura si è precipitato sotto il palco alle prime note</i>) con queste cover, ma forse avrei lasciata questa esperienza solo ai live. Belle le sue versioni di <i>Are you experienced?</i>, di <i>Smells like teen spirit</i> e di <i>White rabbit</i>. Forse un po&#039; banale <i>Perfect day</i>, anche se nel complesso è stata una bella serata.<br />Certo lei è una gran freakettona (<i>si è presentata con una enorme magliettona con scritto a mano LOVE</i>) però era bello vedere intorno a noi reduci del &#039;68 che se la spassavano.<br /><br />Il 7 Luglio mi sono visto per la seconda volta (<i>sempre nello stesso posto</i>) i <b>Sonic Youth</b> che hanno suonato nell&#039;anfiteatro romano di Ostia Antica. Se qualcuno vi dice che sono anzianotti e datati, fidati, non ha capito davvero nulla. Già quando li ho visto la prima volta pensavo che forse dal vivo sono più bravi che su album (<i>è difficile tenere fermo</i> Thurston Moore <i>e forse su album si snatura questa sua natura da bambinone con ADHD</i>), stavolta ne ho avuto la conferma. Sono fenomenali.<br />Il concerto era una celebrazione per il ventennale di <i>Daydream Nation</i>, loro celebre album appunto del 1987. Un concerto superbo e divino, suonato con un ritmo incalzante e coinvolgente. Qualcosa di davvero eccezionale. Non so quanto abbiano suonato, ero troppo rapito per far caso a cose del genere. So che dopo aver suonato <i>Daydream nation</i> sono saliti sul palco altre due volte, suonando canzoni dall&#039;ultimo album, non mi pare di aver riconosciuto niente che fosse dei precedenti, sempre stupende e in maniera eccezionale.<br />Insomma, se ve li siete persi c&#039;è da rosicare non poco!]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry070708-022022">
		<title>Little boy</title>
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		<description><![CDATA[Ci siamo quasi. Poco meno di un mese e andrò ufficialmente a far parte della schiera dei trentenni. Non sono uno che ama fare bilanci (<i>certo, il fatto che questi siano spesso in negativo forse aiuta a non volerli fare</i>). Però che piaccia o no, quando ci si avvicina a questo numero viene spontaneo porsi qualche domanda. Si perché se fino ai 29 eri ancora giustificato da quel 2 davanti a sentirti un po&#039; adolescente, quel maledetto 30 ti mette di fronte alla realtà dei fatti. Già ogni tanto i pischelletti ti chiamano &quot;<i>signore</i>&quot;, che poi io sembro pure più giovane di quello che sono, ma arrivando ai 30 cominci pure a calartici un po&#039;. <i>Beh ho trentanni sono un adulto</i>. Ma chi? IO????<br /><br />C&#039;è un supermercato dove ogni tanto vado, nel quale ogni volta che metto piede (<i>mi è successo anche oggi!</i>) incontro qualche vecchio compagno di scuola. Sembra che vadano tutti lì. E il bello è che andavo a scuola in un paese vicino al mio. Avrà i prezzi migliori. Comunque, tutti questi miei compagni di scuola che incontro lì, sono invariabilmente o sposati o sposati con prole. E se non sono sposati hanno la prole. Hanno un lavoro più o meno stabile, il mutuo da pagare e una station wagon (<i>o una monovolume</i>).<br /><br />Tra me e loro c&#039;è più o meno la stessa distanza che intercorre tra la luna e la terra.<br /><br />Ho un&#039;utilitaria, vivo a casa con i miei, ho un conto in banca che prosciugo tra concerti, cene fuori e vacanze e sto da talmente poco con la mia donna che è già tanto se l&#039;ho presentata ai miei amici (<i>in realtà ancora non a tutti</i>).<br /><br />Mi guardo intorno e mi accorgo che però le persone più vicine che ho sono praticamente tutti come me. Almeno non mi sento un alieno.<br /><br />Eh però ti senti chiedere lo stesso &quot;<i>allora quando ti sposi</i>&quot; &quot;<i>quand&#039;è che tu metti la testa a posto</i>&quot; &quot;<i>guarda che prima o poi tocca pure a te</i>&quot;. Chissà se lo fanno per convincersi che la loro è la scelta giusta o hanno davvero ragione.<br /><br />Però se mi guardo indietro sono soddisfatto di quello che ho fatto. Ho studiato e letto tanto, ho viaggiato, ho conosciuto molte persone, ho amato, odiato e ancora amato per poi ricominciare di nuovo. Ho cari amici che ormai conosco da 15 anni. Ne ho di nuovi che conosco da pochi mesi.<br /><br />Quindi posso proiettarmi in avanti. Manca poco ma sono pronto. Per festeggiare farò una cosa da giovane. Mi farò un festival musicale di una settimana a Budapest in campeggio. Ma anche una da vecchio (<i>però per ora non dico cosa</i>). In autunno andrò a vivere da solo (<i>beh non proprio da solo, con dei coinquilini</i>). E poi sono innamorato. Quindi festeggerò con una persona davvero speciale.<br /><br />Sarò ufficialmente anche io un 30enne. Probabilmente uno di quelli, precari, in crisi perché non sa chi è e non si ritrova nei modelli a cui viene richiesto di conformarsi, messo costantemente alla prova da se stesso, ma arrogante e supponente quanto basta per passare tutto questo come se nulla fosse. <br /><br />Tutto esattamente come prima.<br /><blockquote>Quando ero giovane, tenevo un &quot;diario dei rimpianti&quot; in cui annotavo i miei errori. E non passava mai un solo giorno senza che lo dovessi aprire venti o trenta volte. Non appena capii che sarebbe sempre stato così, decisi di abbandonarlo.<br />Ancora oggi, quando medito prima di addormentarmi sulla giornata trascorsa, non c&#039;è giorno in cui non abbia commesso qualche sbaglio.<br />E&#039; quasi impossibile vivere senza commettere errori, ma le persone saccenti non sono pronte ad ammetterlo.<br />(<b>Hagakure, I, 173</b>)</blockquote>]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry070701-231247">
		<title>Manituana</title>
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		<description><![CDATA[<img src="images/manituana.gif" width="128" height="198" border="0" alt="" id="img_float_left" />Ci risiamo. I <i>Wu Ming</i> colpiscono ancora. E piazzano un affondo decisamente niente male. Per i pochi che ancora non lo sapessero i Wu Ming sono un insieme di scrittori che anziché scrivere ognuno per conto proprio hanno deciso di mettere insieme le loro teste (<i>le facili battute sul fatto che tutti insieme non ne formano una, sono appunto troppo facili</i>) per scrivere romanzi. Lo fanno anche singolarmente, ma il loro meglio lo danno in gruppo. Sono come una band. Le carriere soliste di solito non funzionano granché.<br />Hanno iniziato nel 1999 con <b>Q</b>, ma allora si facevano chiamare <i>Luther Blisset</i>. Poi nel 2002 hanno pubblicato <b>54</b> questa volta con il nome Wu Ming (<i>che per inciso significa &quot;nessun nome&quot;</i>). E adesso arrivano con <b>Manituana</b>.<br /><br />Queste persone usano un nome collettivo in parte per sfuggire al concetto di autore come star. Anche se ormai delle star le sono diventate. Comunque sia, sanno fare il loro lavoro. A cominciare dal <a href="http://www.manituana.com/" target="_blank" >sito</a> che hanno creato per l&#039;uscita del loro romanzo, che contiene un trailer del libro, canzoni ispirate o legate al romanzo, racconti di contorno al romanzo e ovviamente recensioni. E in mezzo alle recensioni è possibile trovare anche delle vere perle, come quella pubblicata su <a href="http://www.manituana.com/notizie/18/8255" target="_blank" >L&#039;avvenire</a> che con incredibile veemenza si scaglia contro il loro modo di scrivere. Ora, sono sicuramente l&#039;ultimo a poter parlare (<i>il mio stile di scrittura non è certo tra i più meritevoli</i>), però sono un lettore. E mi piacciono autori come Roth, come DeLillo, come Tom Wolfe e come Foster Wallace (<i>ma l&#039;avete mai letto Infinite Jest??? Stupendo!!!</i>). I Wu Ming non saranno forse eccezionali, però hanno uno stile che spesso mi ricorda alcuni grandi scrittori americani contemporanei, che sono tra i miei preferiti. E siamo arrivati al 3° loro romanzo che leggo. E ne sono sempre più convinto.<br />Ancora più divertente è la &quot;recensione preventiva&quot; di <a href="http://www.manituana.com/notizie/18/8274" target="_blank" >Libero</a> dove un sedicente scrittore/giornalista ha il coraggio di recensire un libro prima di averlo letto. Bisogna dire che di coraggio ce ne vuole parecchio.<br /><br />Veniamo infine al libro. Manituana è la storia della guerra di indipendenza americana. Raccontata però dalla parte di chi combatteva contro i coloni americani, ossia una parte degli indiani che difendeva le proprie terre e da chi era ancora fedele al Re Inglese per proteggere i propri privilegi. Bisogna dire innanzitutto, che gli indiani non furono tutti dalla stessa parte. Alcuni si schierarono con i coloni, altri contro. <br /><blockquote>Se la mia casa brucia, il mio vicino è in pericolo.</blockquote><br />Come seconda cosa, pur mettendo dentro molta della saggezza che abbiamo imparato avesse il grande popolo degli indiani d&#039;america, non ci mostra delle persone spiritualmente elevate. Insomma, niente favolette: gli indiani scuoiavano i nemici - che fosse l&#039;uomo bianco o meno, poco importava, uccidevano senza pietà, portandosi in giro teste mozzate e scalpi, e si ubriacavano col rum fino a diventare solamente degli inutili ubriaconi. Insomma non sempre ci fanno una bella figura.<br /><br />Lottano tutti per conquistare una terra libera. Poco importa che qualcuno ci fosse già da prima e altri convivessero pacificamente. La guerra è guerra e abbrutisce anche gli spiriti più nobili, fino a fare diventare predatori insaziabili anche le persone più equilibrate.<br />Manituana è un libro dove lo spirito delle persone è messo a dura prova e in molti casi non possono far altro che seguire e adeguarsi al corso degli eventi.<br /><blockquote>A ben guardare, pur con tutta la forza delle sue acque, il San Lorenzo s&#039;era dovuto accontentare dell&#039;unico letto possibile. La scelta era stata soltanto un modo di dire, un punto di vista ristretto, che non teneva conto di troppi dettagli. Allo stesso modo, pensò, gli uomini si convincono di scegliere, ma il cammino che percorrono è sempre l&#039;unico che hanno a disposizione.</blockquote>]]></description>
	</item>
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		<title>L&#039;ora del cazzeggio</title>
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		<description><![CDATA[Dopo troppi momenti seriosi, è finalmente l&#039;ora del cazzeggio.<br />Segnalo quindi due cose stupende.<br /><br />La prima è la mitica <b>Llama Song</b> un vero cult che volendo trovate su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HbPDKHXWlLQ" target="_blank" >YouTube</a>, ma di cui io preferisco l&#039;originale in flash (<i>è un loop, quindi potreste andare avanti per ore</i>) che trovate sul mitico <a href="http://www.albinoblacksheep.com/flash/llama.php" target="_blank" >Albino Blacksheep</a> (<i>un sito che negli anni ha segnalato i migliori file in flash, per veri nullafacenti!</i>).<br /><br />La seconda sono gli Umbilical Brothers di cui ha già parlato il Bla in un commento. Su YouTube trovate tantissimi spezzoni del loro spettacolo e di loro apparizioni televisive. Io vi segnalo i due da cui secondo me dovete partire, dopodiché potrete passare a vedere tutti gli altri.<br /><br />Il primo è <b>Giving the finger</b>.<br /><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XmZnEur6jag"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/XmZnEur6jag" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object><br /><br />Il secondo si chiama <b>Encore</b>.<br /><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/peLmnkqm6-Y"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/peLmnkqm6-Y" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object><br /><br />Buon cazzeggio!]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry070626-021127">
		<title>Walking in my shoes</title>
		<link>http://www.tsubasa.it/oldblog/index.php?entry=entry070626-021127</link>
		<description><![CDATA[Schiena contro il muro. Sono pronto. Via. Un passo. Due. Respiro. Tre. Quattro. Affanno. Indietreggio. Il saldo ancoraggio del muro di nuovo dietro. La tranquilla sicumera di un appoggio. Non è comodo. Non è il migliore. Semplicemente c&#039;è. Di fronte a te la possibilità di trovare un appiglio più sicuro. Sembra di essere incollati. Devo staccarmi. Riproviamo.<br /><br />Schiena contro il muro. Primo passo. Secondo, terzo. Il quarto è incompiuto. Panico. Non demordo.<br /><br />Sai che prima o poi dovrai affrontarlo quel percorso. Perché ti tiene distante dal mondo. Mica è facile, lo sai. Come lo sa chiunque. Le notti insonni, il fegato che fa male. E&#039; terrore puro quello che ti tiene incollato. <br /><br />Eppure ci provi. Sbagliando. Mica avevo detto di essere perfetto. Eppure ci provo e subito dopo che ci ho provato me ne pento. Non sapevo dove mettevo il piede. A volte proprio perché hai paura lo metti nel posto sbagliato. Per confermare a te stesso che stavi sbagliando.<br /><br />Eh no, così non va. Ricominciare da capo.<br /><br />Schiena contro il muro. Uno, due. Respiro. Tre. Quattro. Cinque sei sette. Di nuovo l&#039;affanno. Hai già rischiato tante volte. E sei caduto da altezze più alte. Le ossa rotte hanno tenuto il sonno lontano a lungo. Eppure sei ancora qui. Otto. Nove. Ti senti in bilico, eh? Hai pensato che se cadi magari qualcuno ti tira su? E se addirittura ti prendesse per il braccio prima di toccare terra? Può accadere. Certo. Magari no. Ma può accadere. Dieci.<br /><br />Sono tante le volte che ho ricominciato da capo. Ripassare i propri errori. Correggerli. A volte ci ricammino sopra. Il cammino si è impresso nel terreno e come un binario lo si ripercorre pur contro il proprio volere. Non se ne esce facilmente. Se ne esce. Ma non facilmente.<br /><blockquote>Now I&#039;m not looking for absolution<br />Forgiveness for the things I do<br />But before you come to any conclusions<br />Try walking in my shoes</blockquote>]]></description>
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